Washington – Secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l’Iran avrebbe ammesso di essere “al collasso” e sarebbe intenzionato a riaprire lo stretto di Hormuz. “Li abbiamo sconfitti militarmente”, ha dichiarato il tycoon durante una cena con re Carlo, riferendosi all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Secondo quanto riportato dalla Cnn, Teheran starebbe preparando una nuova proposta di pace da presentare nei prossimi giorni, dopo che Washington avrebbe respinto una precedente iniziativa diplomatica. Trump, parlando ai suoi collaboratori, avrebbe inoltre invitato a prepararsi a un blocco prolungato da parte dell’Iran. Dal canto suo, Teheran ha ribadito: “Per noi la guerra non è finita”.
Nel frattempo emergono tensioni anche all’interno dell’amministrazione statunitense, con contrasti tra il vicepresidente J.D. Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusato di aver sottostimato l’esaurimento delle scorte missilistiche.
Sul piano energetico, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’Opec e dall’Opec+ dopo circa sessant’anni, motivando la decisione con dissidi sui tagli alla produzione. La crisi ha avuto effetti immediati sui mercati: il petrolio corre, con il Brent che supera i 110 dollari al barile.
Sul fronte giudiziario internazionale, arriva la notizia di un mandato d’arresto per l’ex direttore dell’Fbi James Comey, in un caso che viene definito senza precedenti per un ex capo dell’agenzia federale. L’accusa sarebbe legata a un post pubblicato su Instagram in cui comparivano le cifre “86 47”, interpretate dalle autorità come un riferimento simbolico al 47° presidente degli Stati Uniti.
Infine, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha denunciato alla plenaria dell’Eurocamera l’impatto economico del conflitto: “In soli 60 giorni la nostra spesa per l’import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno”. Von der Leyen ha poi indicato come obiettivo prioritario una “fine duratura della guerra” e il ripristino della piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza tariffe di transito.






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