Capo Verde – Cresce la preoccupazione per il focolaio di Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, attualmente ancorata al largo di Capo Verde. Il bilancio provvisorio parla di tre decessi, due casi confermati e cinque sospetti tra i circa 150 passeggeri presenti a bordo.
Secondo Organizzazione mondiale della sanità, l’ipotesi più plausibile è che i primi contagi siano avvenuti durante una tappa del viaggio in Sud America, per poi svilupparsi in un possibile passaggio da uomo a uomo all’interno della nave. Una dinamica che, se confermata, rappresenterebbe un elemento particolarmente rilevante, poiché la trasmissione interumana dell’Hantavirus è considerata rara e limitata a specifiche varianti.
L’ipotesi dell’Oms
A spiegare lo scenario è stata Maria Van Kerkhove, responsabile per la preparazione e prevenzione epidemica dell’Oms, secondo cui:
- il periodo di incubazione del virus (da una a sei settimane) suggerisce che i primi casi siano stati infettati prima dell’imbarco o durante le tappe precedenti;
- successivamente, si sarebbe verificata una trasmissione tra contatti stretti a bordo.
Si tratta però di un’ipotesi ancora da verificare attraverso le indagini epidemiologiche in corso.
Nave isolata, incertezza sullo sbarco
La nave resta al momento in isolamento al largo di Capo Verde, dopo che le autorità locali hanno rifiutato lo sbarco dei passeggeri.
In un primo momento era emersa la disponibilità della Spagna ad accogliere l’imbarcazione per consentire accertamenti sanitari completi. Tuttavia, il ministero della Sanità spagnolo ha successivamente precisato che nessuna decisione è stata ancora presa, mantenendo un “monitoraggio stretto” della situazione.
Nelle prossime ore, un team di epidemiologi dell’Oms salirà a bordo per effettuare un’ispezione diretta e valutare il rischio sanitario. Solo dopo questo passaggio sarà stabilita la destinazione finale della nave e le modalità di sbarco dei passeggeri.
Un caso sotto osservazione internazionale
Il caso della Hondius è seguito con particolare attenzione dalla comunità scientifica internazionale, proprio per la possibile trasmissione interumana del virus, evento non comune ma potenzialmente critico in contesti chiusi come quello di una nave da crociera.
Le prossime analisi saranno decisive per chiarire l’origine del focolaio e definire eventuali misure di contenimento.






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