Hantavirus, indagini sul caso della coppia olandese sulla nave MV Hondius: ricostruito il lungo viaggio in Sud America

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Proseguono le indagini sanitarie sul caso della coppia olandese che ha manifestato i primi sintomi compatibili con infezione da hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove si è poi sviluppato un focolaio.

Secondo le autorità sanitarie argentine, il percorso seguito dai due coniugi sarebbe compatibile con un possibile contagio avvenuto in una delle aree endemiche del ceppo andino del virus.

Il viaggio prima dell’imbarco

La coppia era arrivata in Argentina il 27 novembre 2025, iniziando un lungo itinerario via terra attraverso il Cono Sud. Successivamente avrebbe attraversato anche il Cile e l’Uruguay, con diversi spostamenti tra le tre nazioni e rientri ripetuti in Argentina.

Tra le aree attenzionate figura la provincia di Neuquén, considerata zona endemica per il ceppo andino dell’hantavirus, trasmesso principalmente attraverso roditori selvatici.

L’imbarco sulla nave è avvenuto il 1° aprile a Ushuaia, in Ushuaia.

Le indagini epidemiologiche

Il Ministero della Salute argentino ha avviato ulteriori accertamenti e ha disposto l’invio di squadre dell’Istituto Malbrán per attività di cattura e analisi dei roditori nelle aree attraversate dalla coppia.

L’obiettivo è individuare eventuali serbatoi naturali del virus e ricostruire la possibile catena di esposizione. Le autorità sottolineano però che non è ancora possibile stabilire con certezza il luogo esatto del contagio.

Nessun caso recente in Terra del Fuoco

Le autorità sanitarie hanno ricordato che la regione della Terra del Fuoco non registrava casi di hantavirus dal 1996, anno in cui è stato introdotto il sistema di sorveglianza obbligatoria della malattia.

Il quadro complessivo

Le indagini si concentrano quindi su due fronti: la ricostruzione dettagliata del viaggio della coppia e le analisi ambientali nelle aree potenzialmente coinvolte, per verificare la presenza del virus nei suoi principali vettori naturali.

Il caso resta sotto stretta osservazione internazionale per il rischio di ulteriori contagi a bordo e per la necessità di chiarire con precisione la dinamica dell’infezione.

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