(Shutterstock) Washington – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta sui negoziati relativi all’Iran, confermando al tempo stesso le principali “linee rosse” di Washington, in particolare il divieto assoluto per Teheran di sviluppare armamenti nucleari e la richiesta di una riapertura dello Stretto di Hormuz senza restrizioni o pedaggi.
“I negoziati procedono lentamente, ci vuole molto tempo. Non ho fretta”, ha affermato il presidente americano, mentre secondo tre funzionari citati dal New York Times l’amministrazione avrebbe inasprito i termini di un possibile accordo quadro per la fine delle ostilità, rinviando ulteriori modifiche alla valutazione iraniana.
Sul fronte militare, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che Washington è “più che in grado” di riprendere le operazioni belliche in caso di escalation.
Dura la risposta di Teheran. Le forze armate iraniane hanno avvertito che “qualsiasi nuova aggressione contro il territorio iraniano riceverà una risposta ancora più vigorosa rispetto agli attacchi precedenti”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invece rilanciato la possibilità di un’intesa, sostenendo che “un accordo dignitoso è possibile”.
Nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha annunciato l’abbattimento di un drone statunitense MQ-1, che avrebbe violato le acque territoriali iraniane nel corso di una missione ritenuta ostile.
Ulteriori tensioni sono emerse dopo l’esplosione di un missile iraniano intercettato su una base aerea statunitense in Kuwait: la caduta dei detriti avrebbe provocato il ferimento lieve di cinque militari e la distruzione di due droni.
Sul piano politico, il presidente Trump ha nuovamente attaccato il pontefice Papa Leone XIV, criticandolo per alcune dichiarazioni sul sindaco di Chicago e sulla questione iraniana, pubblicando anche immagini di un incontro in Vaticano con una delegazione della città statunitense guidata dal sindaco Brandon Johnson.
“In questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si sceglie di ascoltare il grido di chi ne è privato”, ha dichiarato il pontefice nelle ultime ore.
Intanto, proseguono i raid in Libano. L’esercito israeliano ha confermato ulteriori avanzate nel sud del Paese, mentre le Forze di Difesa israeliane Israel Defense Forces hanno assunto il controllo della fortezza medievale di Beaufort e ordinato l’evacuazione dell’intera area a sud del fiume Zahrani, intensificando le operazioni militari nella regione.







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