Beirut – Un casco blu di nazionalità serba impegnato nella missione Unifil è stato ucciso nel sud del Libano dopo che un colpo di mortaio ha colpito una posizione nei pressi di Marjayoun. Nell’attacco sono rimasti feriti anche altri due militari della missione delle Nazioni Unite.
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si è verificato in un’area del settore orientale, mentre l’esercito israeliano ha attribuito la responsabilità dell’attacco a Hezbollah. La Farnesina ha fatto sapere che non risultano cittadini italiani coinvolti, precisando che nella zona colpita non erano presenti contingenti nazionali.
L’attacco è avvenuto in un contesto di forte tensione regionale, nonostante l’annuncio di una tregua condizionata tra Israele e Libano, raggiunta dopo colloqui internazionali a Washington. L’intesa, secondo fonti libanesi, prevedrebbe un cessate il fuoco operativo entro 24 ore dall’approvazione definitiva.
Tuttavia Hezbollah ha respinto l’accordo mediato dagli Stati Uniti. Il leader del movimento, Naim Qassem, ha definito l’intesa “una capitolazione e una sconfitta”, invitando Beirut a interrompere i negoziati con Israele, definiti una “farsa”.
Nel frattempo si prepara un nuovo ciclo di colloqui internazionali, previsto a partire dal 22 giugno, con l’obiettivo di raggiungere un accordo più ampio e stabile tra le parti coinvolte.






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