Ratko Mladic morto, la Serbia annuncia funerali con onori militari e di Stato

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Il governo serbo ha annunciato che Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo-bosniaco condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, avrà funerali con «tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto». A comunicarlo è stato il ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic, intervenendo alla radio locale K1.

La decisione ha immediatamente riacceso le polemiche, considerando il ruolo ricoperto da Mladic durante la guerra in Bosnia e, in particolare, la sua responsabilità nel massacro di Srebrenica del 1995, nel quale furono uccisi oltre 8.000 bosgnacchi.

Mladic è morto all’Aia

Mladic è morto a 84 anni in un ospedale penitenziario dell’Aia, dove era detenuto. Le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi e l’ex generale aveva avuto anche diversi ictus.

Nel 2017 il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia lo aveva condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La sentenza era stata successivamente confermata in appello.

Negli ultimi mesi i familiari e alcuni esponenti politici serbi avevano chiesto il suo rilascio per motivi umanitari, ma il Meccanismo residuale internazionale per i tribunali penali aveva respinto le richieste, sostenendo che Mladic ricevesse in carcere le cure mediche necessarie.

Il «Macellaio dei Balcani»

Nato nel 1942, Mladic era un ex generale dell’Esercito jugoslavo. Nel 1992 divenne comandante dell’Esercito della Republika Srpska, il braccio militare della leadership serbo-bosniaca durante la guerra.

Il suo nome è legato soprattutto alla caduta di Srebrenica, nel luglio 1995. Le forze sotto il suo comando massacrarono migliaia di uomini e ragazzi musulmani bosniaci nell’enclave dichiarata dalle Nazioni Unite «zona protetta».

Per il suo ruolo nel conflitto e per le atrocità commesse dalle forze serbo-bosniache, Mladic è stato a lungo indicato come il «Macellaio dei Balcani».

L’ira dell’Unione europea

L’annuncio degli onori di Stato ha provocato una dura reazione da parte dell’Unione europea.

Un portavoce della Commissione europea, interpellato dall’Ansa, ha sottolineato che qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra è incompatibile con i valori fondamentali dell’Europa e non dovrebbe avere spazio né nell’Ue né nei Paesi candidati.

«Era un criminale di guerra», ha ribadito il portavoce, ricordando che Mladic stava scontando una condanna all’ergastolo per crimini contro l’umanità e genocidio.

La questione degli eventuali funerali di Stato e del ruolo concreto delle autorità serbe nella cerimonia resta ora al centro del confronto politico e diplomatico.

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