Nepal, sale a 586 il bilancio delle vittime delle alluvioni: oltre 2.400 dispersi

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Sale a 586 il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal nella mattinata di mercoledì. Il numero dei dispersi tra Nepal e Tibet ha superato quota 2.400, mentre le squadre di soccorso continuano a lavorare in condizioni estremamente difficili.

A rendere ancora più drammatica la situazione è il rischio di una nuova ondata di piena. Uno dei due bacini formatisi a causa dell’enorme accumulo di fango e detriti ha iniziato a cedere, alimentando il timore che una seconda massa d’acqua possa riversarsi nelle vallate già devastate. Le autorità stanno monitorando costantemente i bacini naturali, il cui eventuale collasso potrebbe provocare nuove inondazioni.

Oltre 100 persone intrappolate nel tunnel

Nel frattempo, l’esercito nepalese è impegnato in una drammatica operazione di soccorso presso l’impianto idroelettrico Trishuli 3A, dove più di 100 persone risultano ancora intrappolate nell’area del tunnel. I soccorritori stanno cercando di raggiungerle nonostante l’accesso all’impianto sia stato gravemente compromesso dall’alluvione.

Secondo le autorità militari, circa 350 lavoratori e residenti sono già stati portati in salvo dalla zona dell’impianto. Due elicotteri sono stati impiegati nell’operazione, ma individuare gli ingressi del tunnel è particolarmente difficile a causa della devastazione provocata dalla piena.

La catastrofe, innescata da un crollo glaciale seguito da una gigantesca colata di acqua, ghiaccio, fango e detriti, ha distrutto villaggi, strade, ponti e infrastrutture lungo il confine tra Nepal e Tibet. Le operazioni di ricerca proseguono mentre migliaia di persone attendono ancora notizie dei propri familiari.

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