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Iran-Usa, Trump apre a nuovi colloqui ma non esclude nuovi attacchi. Cinque arresti in Gran Bretagna

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WASHINGTON – Dopo aver respinto la proposta avanzata da Teheran, il presidente Usa Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità di nuovi colloqui con l’Iran, senza però escludere una ripresa delle operazioni militari. La posizione americana si scontra con quella di Teheran: l’agenzia di stampa statale Irna, citando una fonte vicina alla delegazione iraniana a New York, ha riferito che non sono previsti nuovi negoziati con gli Stati Uniti.

Secondo la fonte citata da Irna, le posizioni dell’Iran sarebbero già state trasmesse alla parte americana attraverso un mediatore qatariota e Teheran sarebbe ora in attesa di una risposta da Washington. La delegazione iraniana, impegnata a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, non avrebbe quindi inserito nell’agenda un nuovo round di trattative.

Cinque arresti vicino alla base Raf di Fairford

Intanto l’attenzione si sposta anche sul Regno Unito, dove cinque uomini sono stati arrestati nei pressi della base della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, con l’accusa di preparazione di un atto terroristico.

La polizia britannica era intervenuta nella notte dopo una segnalazione relativa a tre veicoli sospetti diretti verso la base. Gli agenti hanno fermato i cinque uomini nella zona di Whelford e successivamente sono intervenuti gli artificieri dell’esercito britannico per esaminare i mezzi. Le autorità hanno inoltre disposto l’evacuazione di alcune abitazioni nell’area.

La base di Fairford è utilizzata anche dalle forze statunitensi ed è stata impiegata nell’ambito delle operazioni militari contro l’Iran. La polizia antiterrorismo britannica sta verificando anche l’eventuale presenza di collegamenti con Teheran, ma al momento gli investigatori non hanno reso pubblico un collegamento accertato con il governo iraniano.

Il presidente americano Trump ha dichiarato che le autorità statunitensi e britanniche stavano collaborando nell’indagine e ha sostenuto che i sospetti puntassero a provocare «grossi danni» alla base. Le indagini britanniche sono tuttora in corso per chiarire natura e obiettivi dell’operazione.

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