È ancora «troppo presto» per stabilire se l’Iran abbia avuto un ruolo nell’episodio avvenuto mercoledì a bordo del volo Flydubai Dubai-Tel Aviv, durante il quale il copilota avrebbe aggredito il comandante in quello che è apparso come un tentativo di far precipitare l’aereo.
A dirlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenuto ai microfoni di Fox News. Netanyahu ha spiegato di non conoscere il «passato» dell’aggressore, aggiungendo tuttavia che, a suo avviso, «è ovvio che odiava gli israeliani».
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha riferito di aver parlato a lungo con Netanyahu. «Forse il pilota era un terrorista o un matto», ha dichiarato Trump, definendo l’episodio «una storia incredibile».
Netanyahu: «Evitata una catastrofe simile all’11 settembre»
Parlando ancora a Fox News, Netanyahu ha definito l’episodio una manifestazione di «fanatismo e odio di un livello incalcolabile». Il primo ministro israeliano ha spiegato che il pilota responsabile dell’aggressione si trova ora sotto inchiesta in Arabia Saudita e che, secondo quanto riferito, potrebbe essere estradato negli Emirati Arabi Uniti, da dove proviene o da dove era partito.
«Seguiremo da vicino le indagini e, se possibile, vi parteciperemo», ha aggiunto Netanyahu.
Intervenendo poi alla Cnn, il premier israeliano ha sottolineato che le persone che hanno sventato il tentativo del copilota «sono riuscite a prevenire una catastrofe simile a quella dell’11 settembre».
Netanyahu ha quindi parlato con Trump di quello che ha definito un «incredibile atto di eroismo», sostenendo che l’intervento avrebbe evitato un disastro dalle possibili conseguenze non soltanto per Israele, ma per l’aviazione internazionale.
«Ciò che distingue questo episodio dagli altri tragici attacchi è che, in questo caso, i buoni hanno vinto», ha concluso il primo ministro israeliano.





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