Madrid – Il Congresso spagnolo ha respinto il decreto legge sulle misure per affrontare l’emergenza abitativa. Il provvedimento ha ottenuto 172 voti favorevoli e 178 contrari, con il voto contrario del Partito Popolare, di Vox e dei sette deputati di Junts per Catalunya, risultato decisivo per la bocciatura.
Immediatamente dopo la votazione, fuori dal Parlamento, nella Carrera de San Jerónimo, si sono levate proteste da parte degli attivisti dei sindacati degli inquilini e dei cittadini che da giorni manifestano a Madrid, con un presidio anche a Puerta del Sol. Tra gli slogan scanditi dai manifestanti: «I vostri profitti, la nostra miseria!» e «Subito sciopero generale!».
Il decreto prevedeva, tra le altre misure, la proroga dei contratti di affitto in scadenza e interventi di tutela per le persone vulnerabili sottoposte a sfratto. Junts aveva chiesto il ritiro dei provvedimenti e la predisposizione di un nuovo testo, sostenendo che alcune delle misure avrebbero potuto ridurre l’offerta di abitazioni in affitto e aggravare il problema dei prezzi.
Sánchez valuta il voto anticipato
La bocciatura apre una nuova fase di difficoltà per il governo di Pedro Sánchez. Il voto contrario di Junts ha infatti evidenziato le difficoltà dell’esecutivo nel disporre di una maggioranza parlamentare stabile.
Dopo il voto, Sánchez ha annunciato che si prenderà il fine settimana per valutare la situazione e non ha escluso un eventuale anticipo delle elezioni. Secondo quanto riportato da fonti governative e da diversi media spagnoli, tra le ipotesi circolate c’è quella di convocare le urne il 29 novembre.
Il calendario, tuttavia, non è ancora definitivo: l’eventuale scioglimento delle Cortes e la convocazione delle elezioni richiederebbero ulteriori passaggi istituzionali.





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