Francia, protesta degli studenti: 256mila in piazza, scontri a Parigi e in altre città

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PARIGI – Prosegue in Francia la mobilitazione degli studenti e degli insegnanti contro le condizioni del sistema scolastico. Nella giornata di oggi, 6 ottobre, sono scese in piazza almeno 256mila persone secondo il ministero dell’Interno, di cui 56mila a Parigi. I sindacati forniscono invece una stima di 450mila manifestanti in tutto il Paese, con 100mila nella capitale.

Il corteo più importante si è concentrato a Parigi, in Place de la République, dove si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. La prefettura ha riferito della presenza di un “pre-corteo” composto da circa 300 individui definiti “ostili”, spiegando di aver contenuto il gruppo fino a Place de la Nation.

Tensioni anche in altre città. A Lione si sono verificati tafferugli tra gruppi di giovani e polizia, con l’impiego di lacrimogeni e idranti. A Strasburgo, dopo una marcia pacifica alla quale hanno partecipato migliaia di persone, alcune centinaia di studenti hanno tentato di raggiungere nuovamente il centro. Gli agenti sono intervenuti con lacrimogeni e i manifestanti hanno eretto barricate e lanciato oggetti e pietre. La polizia ha quindi liberato la strada spingendo i giovani verso i giardini universitari.

Il bilancio degli scontri è pesante. Il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray ha riferito di 215 studenti feriti dall’inizio delle proteste, nella maggior parte dei casi, secondo il ministro, a causa di episodi di violenza. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha invece parlato di 85 membri del personale scolastico feriti e di 715 gendarmi e agenti di polizia rimasti feriti.

Alla luce della situazione, Lecornu ha annunciato anche la sospensione delle lezioni nei licei francesi fino alla fine della settimana. Da giovedì e venerdì sarà lasciato spazio a un momento di “democrazia interna” negli istituti, per consentire agli studenti di discutere delle loro rivendicazioni.

Le richieste dei manifestanti riguardano soprattutto maggiori risorse per l’istruzione, più personale, classi meno affollate e il miglioramento delle strutture scolastiche. La mobilitazione era partita il 17 settembre da una scuola di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi, dove studenti e insegnanti avevano protestato contro la carenza di docenti, il sovraffollamento delle classi e le condizioni degli edifici.

Secondo Régions de France, i danni provocati dalle proteste dall’inizio della mobilitazione ammonterebbero a circa 20 milioni di euro. Le giornate nazionali di protesta si erano già svolte il 29 settembre e il primo ottobre.

L’Union Etudiante chiede ulteriori interventi economici. “Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo”, ha dichiarato la portavoce Sabrine Kharbach, indicando tra le richieste la possibilità per gli studenti di avere servizi essenziali e un numero adeguato di insegnanti.

Intanto il presidente Emmanuel Macron ha convocato una riunione all’Eliseo con i ministri per fare il punto sulla situazione.

A Parigi è intervenuto anche Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise e candidato alle presidenziali del 2027, che ha incontrato gli studenti in piazza. Il primo ministro Lecornu ha accusato LFI di voler “mettere a soqquadro il Paese” e di alimentare una strategia di destabilizzazione in vista delle prossime elezioni presidenziali.

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