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Trump sospende le sanzioni alla Russia, scontro con Zelensky sul caro energia

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Il presidente Usa congela alcune misure previste dal Lindsey Graham Act. Dmitriev parla di un momento «storico». Intanto Leone XIV chiede a Putin una tregua umanitaria per Oleshky.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sospeso, con un ordine esecutivo, importanti sanzioni e dazi sulle esportazioni russe previsti dal cosiddetto Lindsey Graham Act, a pochi giorni dalla loro entrata in vigore. Secondo le informazioni riportate, l’applicazione delle misure avrebbe potuto complicare gli sforzi della Casa Bianca per contenere i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm.

La decisione è stata accolta positivamente da Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti, che su X l’ha definita «un momento importante e davvero storico». Dmitriev ha sostenuto che la cooperazione economica tra Mosca e Washington risponde agli interessi di entrambi i Paesi e contribuisce alla stabilità globale.

Trump attacca Zelensky, Kiev punta sull’Europa

Intanto, Trump è tornato ad attaccare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenendo che sia «più difficile di Putin» e attribuendogli responsabilità per il caro energia. Le dichiarazioni hanno suscitato l’apprezzamento del Cremlino.

Zelensky, dal canto suo, ha rivolto un nuovo appello ai leader europei durante il Consiglio europeo di Bruxelles, indicando nell’Unione europea un punto di riferimento per il futuro dell’Ucraina. Il presidente ucraino ha avvertito che, in caso di sconfitta del suo Paese, fino a 20 milioni di profughi potrebbero arrivare in Europa.

Sul fronte del sostegno militare, l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha riconosciuto le difficoltà che deriverebbero dall’assenza di Starlink per le comunicazioni ucraine.

Leone XIV chiede una tregua umanitaria per Oleshky

Sul piano diplomatico e umanitario, Leone XIV, ancora convalescente al Policlinico Gemelli, continua a lavorare per la pace. Nel corso di una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin, il Pontefice ha chiesto una «tregua umanitaria per la martoriata città di Oleshky», dove i civili sarebbero intrappolati sulla linea del fronte.

La situazione della città è anche al centro dei colloqui a Mosca del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi.

Putin ha assicurato il proprio sostegno all’iniziativa del Pontefice, attribuendo tuttavia a Kiev la responsabilità della situazione. La richiesta di una tregua umanitaria si inserisce così nel più ampio tentativo di favorire iniziative diplomatiche per proteggere la popolazione civile coinvolta nel conflitto.

Per la precisione, l’ordine esecutivo della Casa Bianca del 16 ottobre prevede deroghe a specifiche misure del Lindsey O. Graham Act, motivate dall’interesse nazionale statunitense; non cancella tutte le sanzioni già in vigore contro la Russia.

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