Mosca apre alla ripresa dei colloqui trilaterali, mentre Zelensky propone di congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte. Intanto nuovi attacchi russi provocano vittime in Ucraina e Kiev denuncia il lancio di 21 missili sulla capitale.
(Shutterstock) Si riaprono spiragli diplomatici nella guerra tra Russia e Ucraina, mentre sul campo proseguono gli attacchi e si aggrava il bilancio delle vittime. Mosca ha segnalato la possibilità di riprendere a novembre i negoziati trilaterali con Kiev e Washington, probabilmente ad Abu Dhabi, e ha confermato che è in discussione l’ipotesi di un vertice tra Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky e Donald Trump.
«La discussione è in corso», ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, riferendosi alla possibilità di un incontro tra i tre leader. L’apertura russa arriva dopo il colloquio tra Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff a San Pietroburgo.
Sul tavolo resta la ricerca di una formula per avviare trattative. Zelensky ha proposto di congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte, così da creare le condizioni per negoziati. Trump, dal canto suo, ha dichiarato che la fine della guerra potrebbe essere più vicina rispetto al passato: «Ci avviciniamo alla fine della guerra tra Russia e Ucraina, forse è il punto in cui siamo stati più vicini finora».
Secondo quanto riportato dalla rivista The Atlantic, il presidente statunitense punterebbe a raggiungere un accordo già in occasione del vertice del G20 previsto a Miami a metà dicembre. Al momento, tuttavia, non risulta annunciata una data ufficiale per un eventuale incontro trilaterale.
Kiev denuncia tre ondate di missili russi
Mentre si discute di diplomazia, l’Ucraina denuncia una nuova offensiva russa contro la capitale. In un messaggio pubblicato sui social, Zelensky ha riferito che da ieri sera sono state lanciate tre ondate di missili balistici contro Kiev, per un totale di 21 ordigni. Diversi luoghi della città sarebbero stati colpiti e danneggiati, compreso un monastero.
Il presidente ucraino ha ironizzato sulla definizione di Putin come leader «compassionevole», utilizzata dall’inviato statunitense Witkoff, contestando la distanza tra le parole e le azioni russe.
«Quasi immediatamente dopo un altro ciclo di colloqui, la Russia ha lanciato un attacco mirato. Ciò significa che il suo atteggiamento nei confronti di tutto ciò che sta accadendo non è realmente cambiato», ha aggiunto Zelensky.
Secondo le autorità locali citate dai media ucraini, gli attacchi russi condotti nelle ultime 24 ore con missili e droni hanno provocato almeno nove morti e 56 feriti in diverse zone del Paese. Kiev, compreso il centro storico, sarebbe stata tra le aree maggiormente colpite.
Mosca e Kiev si accusano a vicenda per gli attacchi con i droni
La Russia ha riferito di aver abbattuto durante la notte 808 droni ucraini. Parallelamente, Mosca sarebbe stata interessata da un massiccio attacco di velivoli senza pilota. Il sindaco della capitale russa ha definito l’episodio il più grande attacco di droni contro la città dall’inizio dell’anno.
La nuova escalation evidenzia le difficoltà di conciliare il percorso diplomatico con la prosecuzione delle operazioni militari. Le prospettive di un’intesa restano incerte, mentre entrambe le parti continuano a denunciare attacchi contro il proprio territorio.
Rilasciato il cittadino americano Hubbard
Sul fronte dei rapporti tra Washington e Mosca, è stato rilasciato il cittadino statunitense Hubbard, detenuto in Russia da quattro anni con l’accusa di aver combattuto come mercenario al fianco delle forze ucraine.
Intanto, Witkoff è finito al centro delle polemiche negli Stati Uniti dopo aver definito Putin «compassionevole», espressione contestata da Zelensky alla luce dei nuovi bombardamenti.
A destare attenzione è anche la notizia della prima petroliera con gasolio russo diretta verso gli Stati Uniti, un ulteriore elemento nei rapporti economici tra i due Paesi mentre proseguono il conflitto e i tentativi di riavvicinamento diplomatico.
La possibilità di un vertice tra Putin, Zelensky e Trump resta dunque uno dei principali nodi delle prossime settimane. L’eventuale ripresa dei negoziati a novembre potrebbe rappresentare un passaggio importante, ma gli attacchi delle ultime ore confermano quanto sia ancora distante un accordo capace di fermare la guerra.






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