Il presidente americano commenta la sconfitta repubblicana e si dice pronto a collaborare con la nuova maggioranza democratica. Nessun ripensamento sull’intervento militare contro Teheran. Intanto Mike Johnson potrebbe lasciare la guida dei repubblicani alla Camera.
(Shutterstock) Donald Trump si dice pronto ad accettare i risultati delle elezioni di Midterm, mentre i democratici si avviano a conquistare il controllo di entrambi i rami del Congresso, Camera dei Rappresentanti e Senato.
«Sono assolutamente disposto ad accettare questi risultati», ha dichiarato il presidente americano in un’intervista al New York Times, commentando l’esito del voto del 3 novembre. Trump ha anche aperto alla possibilità di una collaborazione con la nuova maggioranza: «Lavoreremo con i democratici e, sapete, non vediamo l’ora di lavorare con loro. Probabilmente troveremo un’intesa».
Il presidente ha parlato dalla Casa Bianca mentre seguiva l’arrivo dei risultati elettorali, poco prima delle 22.30, le 4.30 del mattino in Italia. Durante l’intervista ha escluso di avere rimpianti per aver sostenuto alcuni candidati repubblicani, tra cui Darline Graham in South Carolina e Ken Paxton in Texas.
Riferendosi alla sconfitta di Graham, Trump ha commentato: «Sto guardando questi risultati proprio mentre parlo. Vedo che Darline ha perso. Wow, è incredibile». Ha poi citato il senatore Lindsey Graham, morto a luglio, sostenendo che, se si fosse candidato, avrebbe probabilmente vinto.
Trump e il futuro di Mike Johnson
Le elezioni aprono anche interrogativi sulla leadership repubblicana alla Camera. In un’intervista a Politico, Trump ha elogiato il lavoro dello speaker Mike Johnson, senza però garantire il proprio sostegno alla sua permanenza alla guida del partito dopo il passaggio all’opposizione.
«Penso che abbia fatto un ottimo lavoro», ha dichiarato il presidente. Alla domanda sulla possibilità che Johnson diventi leader della minoranza, Trump ha risposto: «Dovrà prendere lui quella decisione. Ma è una brava persona ed è un brav’uomo».
Con la nuova maggioranza democratica, Hakeem Jeffries si prepara invece ad assumere la carica di speaker della Camera, prendendo il posto di Johnson.
«Non sono pentito della guerra con l’Iran»
Nonostante la sconfitta elettorale, Trump ha difeso le proprie scelte di politica estera, escludendo qualsiasi ripensamento sulla decisione di entrare in guerra con l’Iran.
Intervistato dal New York Times, il presidente ha sostenuto che gli elettori condividano la sua posizione sul conflitto, pur riconoscendo le preoccupazioni legate all’aumento dei prezzi del carburante.
«La questione dell’Iran non li disturba, ma probabilmente non erano contenti dei prezzi del petrolio», ha affermato, facendo riferimento alle ricadute economiche della guerra sulle famiglie americane.
Il messaggio su Truth Social: «Con me sulle schede vittoria schiacciante»
Prima dell’intervista, Trump aveva affidato a Truth Social il suo primo commento pubblico sull’andamento dello scrutinio, dopo circa tre ore di silenzio dall’inizio dello spoglio.
«Non ero sulla scheda elettorale e, se lo fossi stato, avremmo vinto CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE!», aveva scritto il presidente.
Secondo quanto riferito da un funzionario dell’amministrazione a NBC News, Trump sarebbe rimasto «combattivo» durante la serata elettorale. Dal suo entourage è arrivata anche una possibile spiegazione della sconfitta: l’assenza del nome del presidente sulle schede avrebbe scoraggiato una parte degli elettori repubblicani.
Una ricostruzione che si confronta con gli appelli lanciati dallo stesso Trump durante gli ultimi comizi, quando aveva invitato gli elettori a votare come se fossero in gioco la sua presidenza e le sue politiche.
La nuova maggioranza democratica al Congresso apre ora una fase diversa per la politica americana, con Trump chiamato a confrontarsi con un’opposizione che avrà maggiori strumenti parlamentari per incidere sull’attività della sua amministrazione.






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