Il gruppo Noname057(16) avrebbe diffuso sul dark web schede con informazioni sul ministro, sui suoi familiari e su altre figure istituzionali. Il vicepremier: «Non mi farò intimidire».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani finisce nel mirino degli hacker filorussi del gruppo Noname057(16). Sul dark web sarebbero stati pubblicati dati personali del vicepremier e dei suoi familiari, accompagnati da richieste di ulteriori informazioni a pagamento. Nel mirino degli stessi hacker sarebbero finiti anche altri esponenti delle istituzioni italiane.
«Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme», ha scritto Tajani su X. Il ministro individua una ragione politica dietro l’attacco: la posizione assunta dal governo italiano sulla guerra in Ucraina.
A riferire per primo la vicenda è stato Il Fatto Quotidiano. Secondo quanto riportato, tra le persone coinvolte figurerebbero anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. Le schede diffuse conterrebbero curriculum, dati pubblici e informazioni riservate, tra cui numeri di telefono privati, indirizzi email e indirizzi delle abitazioni.
Tajani ha evidenziato soprattutto il coinvolgimento dei propri familiari e il rischio di ulteriori intimidazioni: «Sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari». Il vicepremier ha inoltre collegato l’iniziativa alle attività avviate dalla Farnesina per rafforzare le proprie difese informatiche.
Dal primo gennaio, ha ricordato, al ministero degli Esteri è stata istituita una direzione dedicata alla cybersicurezza, con il compito di proteggere le strutture diplomatiche dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati, secondo il ministro, a entità statali ostili.
La «taglia» sui dati di 18 persone
Dal 26 ottobre il gruppo Noname057(16) avrebbe messo una sorta di «taglia» sulle informazioni sensibili di 18 persone considerate nemiche della Federazione Russa.
Nell’elenco italiano, oltre a Tajani, Lo Voi e Gabrielli, compare anche Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, in provincia di Pordenone, comune che ospita una base aerea militare statunitense.
Tra le personalità straniere indicate figurerebbero Michael Schmid, presidente di Eurojust; Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte; Holger Münch, capo della polizia criminale tedesca; e Michael Alexander Martens, giornalista d’inchiesta ricercato da Mosca.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza informatica e dei rischi connessi alla diffusione di dati personali, in un quadro di crescenti tensioni tra la Russia e i Paesi occidentali.






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