Secondo quanto riportato da Bloomberg, citando fonti del Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe concluso che un’escalation militare rappresenta il modo migliore per costringere l’Ucraina a negoziare alle condizioni di Mosca. Sempre secondo le stesse fonti, Putin sarebbe convinto che l’ex presidente statunitense Donald Trump difficilmente rafforzerebbe le difese di Kiev, e l’incontro tra i due in Alaska avrebbe rafforzato questa percezione.
Incidente nello spazio aereo Nato
Mosca ha negato qualsiasi sconfinamento dei propri caccia nello spazio aereo estone, sostenendo che la rotta dei velivoli fosse in acque neutrali. L’ex presidente Trump ha definito l’accaduto “un grosso problema”, mentre Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, lo ha giudicato “un brutto segnale”. In risposta, F-35 italiani si sono alzati in volo per respingere tre Mig-31 provenienti dal territorio russo. L’Estonia ha invocato l’articolo 4 della Nato, richiedendo consultazioni urgenti con gli alleati.
Dipendenza europea dal gas russo
Ad oggi, otto Paesi dell’Unione Europea continuano a importare gas russo, sia tramite gasdotto sia tramite metaniere, mantenendo una vulnerabilità strategica rispetto a Mosca.
Raid e attacchi notturni
Nella notte, la Russia ha lanciato un raid su larga scala in Ucraina, scatenando l’allarme antiaereo in tutto il Paese. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che sono stati lanciati 40 missili da crociera e circa 580 droni di vario tipo.
Le Forze armate russe hanno rivendicato la conquista del villaggio di Berezove, nella regione di Dnipropetrovsk. Contemporaneamente, quattro persone sono rimaste uccise e una ferita in seguito a un attacco notturno condotto da droni ucraini nella regione russa di Samara.
La situazione resta altamente tesa, con continui scambi di accuse tra Mosca e Kiev e con le potenze occidentali impegnate a monitorare attentamente gli sviluppi sul campo e nello spazio aereo.







Leave a Reply