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Russia-Ucraina, Usa: “Risolto il 90% delle questioni” mentre Kiev cerca garanzie di sicurezza

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Gli ultimi negoziati tra Ucraina e Stati Uniti hanno prodotto progressi significativi, al punto che alti dirigenti americani parlano di un “90% delle questioni risolte”. Kiev ha definito gli incontri “costruttivi e produttivi”, con risultati concreti, e auspica di raggiungere un accordo di pace entro la giornata. A renderlo noto è stato il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov attraverso un post su X.

In parallelo, a Berlino si è svolto un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli inviati statunitensi Witkoff e Kushner. Zelensky ha dichiarato di voler convincere gli Stati Uniti a sostenere il congelamento della linea del fronte e si è detto pronto al dialogo anche con il cancelliere tedesco Merz e altri leader europei, tra cui la premier italiana Giorgia Meloni.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Kiev sarebbe disposta a rinunciare alla sua richiesta di adesione alla NATO, a condizione di ricevere solide garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti.

Sul fronte degli asset congelati, dopo le minacce russe di possibili ritorsioni, la Commissione Europea ha chiarito che i depositari centrali di titoli, come Euroclear, possono compensare eventuali sequestri in Russia con asset immobilizzati o congelati detenuti nell’UE, riducendo così il rischio di perdite per i Paesi europei coinvolti.

L’evoluzione dei negoziati resta al centro dell’attenzione internazionale, con la prospettiva di un accordo che potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la stabilità e la pace nella regione.

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