La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha attaccato duramente il presidente statunitense Donald Trump, ritenendolo responsabile delle morti e dei danni provocati durante le recenti proteste in Iran. “Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana”, ha dichiarato l’ayatollah in occasione della festività islamica dell’Eid al-Mab’ath, secondo quanto riportato dal suo profilo ufficiale su X.
Intanto, secondo attivisti e ONG specializzate in diritti digitali, il regime iraniano sta pianificando di rendere permanente il blackout di Internet, consentendo l’accesso alla rete globale solo a persone autorizzate e controllate dal governo. La maggior parte degli iraniani potrà collegarsi solo all’Internet nazionale, isolato dal resto del mondo. Il progetto, definito confidenziale dalle autorità, prevede che l’accesso illimitato diventi un vero e proprio “privilegio governativo”. Il blackout in corso è iniziato l’8 gennaio e durerà almeno fino al Nowruz, il capodanno persiano, previsto intorno al 20 marzo.
La repressione delle proteste, iniziate a fine dicembre, ha visto l’impiego non solo delle forze interne ma anche di milizie straniere alleate, tra cui la Brigata Fatemiyoun dall’Afghanistan, la Brigata Zainebiyoun dal Pakistan e le Forze di Mobilitazione Popolare dall’Iraq. Secondo esperti, il ricorso a questi gruppi, con esperienza in Iraq e Siria, è dovuto alla carenza di personale interno e alla vastità delle proteste.
Le violenze hanno causato un bilancio drammatico: secondo l’ONG Human Rights Activists, sono 3.090 le persone uccise nel corso della repressione in diverse città del Paese. Il blackout di Internet e le restrizioni alla libertà di accesso alla rete continuano a rendere difficile la verifica indipendente dei dati.
Il quadro evidenzia una situazione di forte tensione interna e crescente isolamento digitale, mentre l’Iran affronta le conseguenze di proteste di portata nazionale e una gestione della sicurezza sempre più dipendente da forze esterne.







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