Washington, 20 gennaio 2026 – È iniziata con quasi 50 minuti di ritardo la conferenza stampa del presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca, prevista per le 19 ora italiana. L’incontro, presentato come bilancio del primo anno del secondo mandato, ha visto una sala stampa gremita e l’attenzione concentrata su dossier internazionali e tensioni con gli alleati europei in vista di Davos.
In apertura, Trump ha mostrato una serie di foto segnaletiche di presunti criminali in Minnesota, arrestati dall’Ice o ricercati, definendo le proteste locali come opera di “agitatori professionisti” e ribadendo la linea dura sull’ordine pubblico. Riferendosi indirettamente alla morte di Renee Nicole Macklin Good, ha parlato di un “dramma” e ha giustificato possibili errori commessi dagli agenti dell’Ice.
Il presidente ha poi rivolto parole dure contro gli immigrati somali e la deputata democratica Ilhan Omar, definendo i cittadini somali “persone con un quoziente di intelligenza molto basso” e confermando il blocco dei fondi federali alle cosiddette “città santuario”.
Non sono mancati i riferimenti al bilancio dei “successi” della sua amministrazione, con la presentazione di un documento intitolato 365 vittorie in 365 giorni. Trump ha rivendicato risultati economici e diplomatici, compresi investimenti statunitensi in Venezuela e un’interazione positiva con Maria Corina Machado.
Sulla Groenlandia, il presidente ha lasciato intendere che il suo approccio sarà “una sorpresa”, mentre sugli alleati europei ha sottolineato la necessità che “rafforzino i loro Paesi” pur dichiarando di non partecipare a una possibile riunione di emergenza del G7 a Parigi.







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