È iniziato a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum, in un clima segnato da forti tensioni internazionali e da un contesto geopolitico sempre più instabile. Al centro del dibattito le crisi globali, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, fino alle nuove frizioni tra Stati Uniti ed Europa.
Il presidente americano Donald Trump, atteso al Forum nelle giornate del 21 e 22 gennaio, ha già acceso il confronto internazionale rilanciando le sue posizioni sulla Groenlandia e minacciando l’introduzione di nuovi dazi nei confronti dei Paesi europei che hanno inviato militari sull’isola artica. Mercoledì Trump interverrà con uno special address, mentre giovedì dovrebbe presiedere quella che ha definito la prima convocazione del neo-costituito Board of Peace, il Comitato per la pacificazione di Gaza.
Tra i principali dossier sul tavolo dei leader presenti a Davos figurano la ricostruzione dell’enclave palestinese, il conflitto in Ucraina e le crescenti tensioni strategiche nell’Artico, considerato sempre più centrale negli equilibri geopolitici globali.
Nel suo intervento al Forum, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito con fermezza la linea dell’Unione: “L’indipendenza europea è un imperativo strutturale”. Von der Leyen ha definito “un errore” i dazi aggiuntivi proposti da Trump, annunciando al contempo nuovi investimenti dell’Unione europea nell’Artico, area strategica per sicurezza, energia e clima.
Critico anche il presidente francese Emmanuel Macron, che ha descritto il momento storico come “una fase di instabilità e squilibrio, sia sul piano della sicurezza che su quello economico”. Macron ha parlato di “oltre 50 guerre nel mondo” e di un “passaggio verso un sistema internazionale senza regole, in cui il diritto internazionale viene calpestato e tornano le ambizioni imperiali”. Netta la sua posizione sui dazi statunitensi: “Sono inaccettabili”.
Il Forum di Davos si apre così sotto il segno di un confronto acceso tra le principali potenze mondiali, chiamate a misurarsi con una fase di profonda trasformazione degli equilibri globali, tra competizione economica, sicurezza internazionale e nuove sfide geopolitiche.







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