La rete ferroviaria spagnola è sotto shock dopo una serie di incidenti che hanno messo in luce gravi problemi di sicurezza. Solo negli ultimi giorni, oltre al disastro di Adamuz, in Andalusia, che ha provocato almeno 42 vittime, si sono verificati altri due gravi episodi in Catalogna.
A Gelida, un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno regionale, causando la morte del macchinista e ferendo una quarantina di persone, alcune in condizioni critiche. Poco dopo, sempre in Catalogna, un altro deragliamento è avvenuto per massi caduti sui binari, fortunatamente senza vittime. I primi accertamenti ipotizzano che le forti piogge legate alla burrasca “Harry” possano aver causato il cedimento del muro.
Adamuz: tre giorni di lutto nazionale
Nel frattempo, ad Adamuz, nel secondo giorno di lutto nazionale, continuano le operazioni di soccorso e di recupero dei corpi tra i vagoni deragliati del treno Iryo e del convoglio Alvia coinvolto nello scontro. Il bilancio delle vittime accertate è salito a 42, con 39 feriti ancora ricoverati, tra cui 4 bambini, e 13 in terapia intensiva. I tecnici della Scientifica e i medici legali stanno eseguendo comparazioni del DNA per identificare i resti, mentre re Felipe VI e la regina Letizia hanno visitato il luogo della tragedia.
Le indagini sulle cause
Sulle cause dell’incidente, il ministro dell’Interno Fernando Grande Marlaska ha dichiarato che “tutte le ipotesi sono aperte”. Le indagini tecniche si concentrano sull’infrastruttura ferroviaria: un giunto rotto nel tratto di cambio binario ad Adamuz potrebbe essere coinvolto nel deragliamento. “Dovremo chiarire se sia la causa o l’effetto del deragliamento”, ha sottolineato il ministro Oscar Puente.
Secondo il presidente della Commissione d’inchiesta Ignacio Baron, l’analisi riguarda “l’interazione tra gli assi posteriori del treno Iryo e l’infrastruttura”. La Scientifica ha rilevato un tratto mancante sui binari e ha chiesto di non rimuovere il vagone numero 6 dell’Iryo, deragliato per primo, per ulteriori accertamenti. Si attendono anche i dati delle scatole nere dei due convogli per chiarire dinamica e cause.
Sotto accusa è la linea Madrid-Siviglia, la più antica dell’alta velocità spagnola, inaugurata nel 1992 e rinnovata nel 2025 con un investimento di 700 milioni di euro. L’attenzione resta alta, tra preoccupazioni per la sicurezza e polemiche sulla manutenzione e il controllo delle infrastrutture.
La Spagna affronta ora una crisi ferroviaria senza precedenti, con la necessità urgente di chiarire le responsabilità e garantire la sicurezza dei passeggeri.







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