La Iris Dena, nave militare iraniana affondata da un sommergibile statunitense al largo dello Sri Lanka nell’ambito del conflitto con Teheran, era un cacciatorpediniere di classe Moudge e rappresentava uno dei principali assetti della Flotta Meridionale della Marina della Repubblica islamica dell’Iran.
Lunga 94 metri e con un dislocamento di circa 1.500 tonnellate, era il primo cacciatorpediniere iraniano dotato di quattro motori di produzione nazionale “Bonyan 4”. L’unità era armata con un numero significativo di missili e disponeva di un sistema di lancio verticale. Il sistema di controllo del tiro era teoricamente in grado di intercettare fino a 40 bersagli e di ingaggiarne cinque contemporaneamente.
L’armamento comprendeva missili terra-aria, quattro missili antinave Qader, un cannone navale Fajr-27 da 76 millimetri, un cannone antiaereo Fath-40 da 40 millimetri, due sistemi Oerlikon da 20 millimetri, due mitragliatrici pesanti da 12,7 millimetri e due lanciasiluri tripli da 533 millimetri. Era inoltre equipaggiata con radar Asr a copertura totale a 360 gradi, con una portata dichiarata di 300 chilometri.
La nave è stata colpita mentre rientrava dall’International Fleet Review 2026, esercitazione navale internazionale svoltasi a Visakhapatnam, in India. A centrarla è stato un siluro Mk48 ad alte prestazioni, dal costo stimato di 3,5 milioni di dollari, con capacità di ingaggio fino a 70 chilometri.
Si tratta del terzo affondamento di una nave da guerra tramite siluro in un contesto bellico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I precedenti furono l’incrociatore leggero argentino General Belgrano, affondato nel 1982 dal sottomarino nucleare britannico HMS Conqueror durante la guerra delle Falkland-Malvinas, e la fregata indiana INS Khukri, silurata nel 1971 dal sottomarino pakistano PNS Hangor durante il conflitto indo-pakistano.
L’episodio segna un passaggio rilevante nell’escalation militare in corso, con un impatto strategico e simbolico significativo per la Marina iraniana.







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