L’esercito israeliano ha annunciato questa mattina l’avvio di “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano, mentre contemporaneamente ha intensificato gli attacchi su vasta scala contro obiettivi in Iran. Secondo quanto comunicato dall’Idf, le azioni militari sono finalizzate a colpire depositi di armi e infrastrutture strategiche dell’organizzazione libanese e a indebolire le capacità operative iraniane nella regione.
Il ministro degli Esteri iraniano ha definito gli attacchi israeliani contro i depositi di carburante come un “ecocidio”, sottolineando i rischi a lungo termine per la salute dei residenti locali e denunciando la gravità dell’escalation militare. Intanto, un drone ha causato un incendio nelle vicinanze dello scalo di Dubai, alimentando ulteriormente le tensioni nella regione.
Gli Stati Uniti, pur continuando le trattative con Teheran per un possibile accordo di cessate il fuoco, hanno reso noto che la Repubblica islamica non sarebbe ancora pronta a chiudere formalmente le ostilità. “Sì, stiamo parlando con loro, ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino”, ha dichiarato il presidente Donald Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, senza fornire dettagli sulla natura dei colloqui.
La guerra entra così nella sua terza settimana, con un’escalation che preoccupa la comunità internazionale per i possibili riflessi sulla stabilità dell’intera area mediorientale. Le operazioni israeliane e le reazioni iraniane potrebbero segnare una fase di conflitto più ampia, con conseguenze significative sul piano politico, militare ed economico a livello globale.







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