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Tensione Medio Oriente: Trump annuncia colpi massicci all’Iran, Europa frena sugli impegni militari

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Washington – “La campagna contro l’Iran continua in piena forza”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dalla Casa Bianca, affermando che il regime di Teheran è stato “distrutto” e che l’equipaggiamento antiaereo iraniano è stato “decimato”. Secondo il presidente Trump, gli Stati Uniti avrebbero colpito più di 7.000 obiettivi in tutto il paese, riducendo a pochi missili le capacità belliche iraniane. Il presidente ha inoltre rinnovato l’appello agli altri Paesi affinché contribuiscano a risolvere lo stallo nello Stretto di Hormuz, strategico crocevia per il traffico mondiale di petrolio, citando Giappone, Cina, Corea del Sud e Paesi europei.

Sul fronte regionale, l’esercito israeliano ha annunciato “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano e ha avviato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani. Teheran ha avvertito che non mostrerà “nessuna clemenza” verso affiliati di Stati Uniti e Israele, definendo “ecocidio” gli attacchi israeliani ai depositi di carburante a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti.

Intanto, una serie di attacchi di droni e missili ha colpito gli Emirati Arabi Uniti, paralizzando l’aeroporto di Dubai, centrando un centro petrolifero e causando la morte di un civile. In un episodio recente, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.

Sul fronte diplomatico, le richieste statunitensi di un maggiore impegno europeo nello Stretto di Hormuz sono state respinte da Londra e Berlino. Il primo ministro britannico Starmer ha dichiarato che la riapertura dello Stretto non può essere affidata a una missione della Nato, definendo “molto negativo” il rifiuto degli alleati di partecipare. Il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, ha sottolineato che “questa non è una guerra della Nato”. Anche la commissaria europea Kallas ha ribadito che Hormuz rimane fuori dall’area di intervento della Nato.

La Spagna ha confermato che non parteciperà a missioni militari nella zona, definendo “illegale” il conflitto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che il Paese è favorevole a rafforzare la missione europea Aspides, ma ha giudicato “complesso” modificare il mandato per includere un intervento nello Stretto di Hormuz.

La situazione resta estremamente tesa, con il rischio di un’escalation militare regionale che coinvolgerebbe attori globali e commerciali, mentre la diplomazia europea mantiene una linea di prudenza e distanziamento dagli interventi statunitensi.

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