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Tensioni in Medio Oriente, detriti colpiscono base italiana in Libano: nessun ferito

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Shama, Libano – Nella base Unifil di Shama, nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti, verosimilmente provenienti da razzi intercettati dai sistemi antimissile israeliani. Fortunatamente, secondo le prime informazioni, nessuno ha riportato ferite. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in costante contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per monitorare la situazione e le condizioni del personale militare.

Intanto, l’esercito israeliano ha annunciato l’avvio di operazioni terrestri limitate e mirate contro Hezbollah nel sud del Libano, accompagnate da una nuova ondata di attacchi “su vasta scala” contro l’Iran. In uno degli attacchi iraniani, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato dalla Casa Bianca che “la campagna contro l’Iran continua in piena forza”, affermando che oltre 7.000 obiettivi sono stati colpiti e che Teheran dispone ormai di pochi missili. “La guerra finirà presto ma non questa settimana”, ha aggiunto, sottolineando che l’Iran sta trattando con gli Stati Uniti e che non rappresenta più il “bullo” del Medio Oriente.

Riguardo allo stretto di Hormuz, crocevia chiave per il traffico mondiale di petrolio, Trump ha affermato che diversi leader hanno offerto il loro aiuto e alcuni sono già in viaggio verso la zona. L’Alta rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha precisato che “Hormuz è fuori dall’area di intervento della Nato”, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato a Quarta Repubblica su Rete4 che l’Italia può intervenire rafforzando la missione Aspides nel Mar Rosso, ma un coinvolgimento diretto nello stretto di Hormuz sarebbe più complesso.

La situazione rimane in evoluzione, con il rischio di ulteriori escalation tra Libano, Israele e Iran.

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