L’agenzia di stampa iraniana Fars e altri media internazionali riportano che le Guardie della Rivoluzione islamica avrebbero abbattuto un secondo velivolo da combattimento statunitense F‑35 mentre sorvolava la parte centrale dell’Iran. Secondo tali resoconti, il caccia sarebbe precipitato e non ci sarebbero ancora conferme ufficiali sulle condizioni del pilota. A Washington non è ancora giunta una conferma formale dell’abbattimento da parte del comando militare Usa.
La veridicità di questa affermazione è al centro di un dibattito internazionale, dato che in precedenti casi simili i racconti dei media iraniani sono stati spesso smentiti o non confermati da fonti indipendenti.
Trump minaccia nuove attività contro l’infrastruttura civile iraniana
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la retorica bellica, pubblicando messaggi sul suo social network Truth Social in cui afferma che l’esercito statunitense non ha “ancora iniziato a distruggere ciò che resta in Iran”.
Secondo tali dichiarazioni, negli scenari successivi potrebbero essere prese di mira ponti e centrali elettriche, considerati obiettivi di pressione sulle capacità logistiche e industriali della Repubblica islamica. Questa escalation di minacce segue un attacco statunitense confermato contro un importante ponte stradale iraniano (ponte B1 tra Teheran e Karaj), che ha provocato almeno otto morti e decine di feriti, secondo media internazionali.
Le dichiarazioni americane hanno suscitato critiche da parte di esperti legali internazionali, che sottolineano i rischi di violazioni del diritto internazionale umanitario qualora obiettivi civili vengano deliberatamente colpiti.
Lanci di missili dall’Iran verso Israele e valutazioni d’intelligence
Nei giorni scorsi sono stati segnalati lanci di missili balistici dall’Iran verso il territorio israeliano, con sistemi di difesa aerea di Tel Aviv attivati per intercettare i vettori in arrivo. Le fonti arabe e occidentali confermano il persistere di attacchi missilistici e la continua propagazione del conflitto su più fronti.
Secondo recenti valutazioni dell’intelligence statunitense, circa metà dei lanciamissili balistici iraniani sarebbe ancora intatta, insieme a migliaia di droni d’attacco e sistemi UAV potenzialmente operativi. Queste capacità residue consentirebbero a Teheran di continuare a influenzare le dinamiche militari nella regione, nonostante gli intensi raid aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele da oltre un mese.
Una fonte americana citata dalla CNN ha affermato che l’Iran “è ancora ben in grado di seminare caos assoluto in tutta la regione” grazie alla persistenza di questi sistemi missilistici e tecnologici.
Contesto e dinamiche del conflitto
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue da più di un mese, con un’intensificazione delle operazioni militari dopo l’operazione congiunta lanciata il 28 febbraio 2026. Le forze Usa e israeliane hanno condotto centinaia di raid su obiettivi militari e infrastrutture iraniane, mentre Teheran ha risposto con attacchi missilistici e droni dirigendoli non solo verso Israele ma anche verso basi americane nella regione.
Le dinamiche sul campo rimangono fluide e altamente pericolose, con il rischio concreto di un’escalation più ampia se le parti non accetteranno negoziati di cessate il fuoco nei prossimi giorni.







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