Roma – La situazione nello Stretto di Hormuz, segnata dalla nuova escalation registrata ieri sera, e la crisi in Libano rappresentano i principali dossier sul tavolo del Segretario di Stato americano Marco Rubio, atteso oggi alle 11.30 a Palazzo Chigi per un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ad accogliere Rubio nel cortile d’onore sarà Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier, prima del breve saluto con la stampa nella Sala dei Galeoni e del colloquio riservato nello studio della presidente del Consiglio. L’incontro è stato formalmente inquadrato come “visita di cortesia”.
Tra i temi più rilevanti figura la possibile collaborazione italiana nello Stretto di Hormuz: secondo fonti governative, l’Italia avrebbe manifestato disponibilità a contribuire con unità navali alle operazioni di sminamento del passaggio marittimo strategico, subordinando ogni intervento all’autorizzazione parlamentare e a un quadro internazionale condiviso.
Ampio spazio sarà dedicato anche al Libano, dove la situazione resta delicata anche a seguito del nuovo episodio che ha coinvolto la missione Unifil, colpita ieri da un missile caduto nella base di Shama, che ospita il contingente italiano. Roma punta a rafforzare il proprio ruolo nell’area, anche oltre la scadenza della missione.
Nel corso dei colloqui potrebbe emergere anche il tema dell’incontro tra Rubio e Papa Leone XIV, elemento centrale della missione diplomatica americana, su cui la presidente del Consiglio ribadirà il sostegno del governo italiano a ogni iniziativa del Pontefice.
Il confronto più tecnico tra Italia e Stati Uniti è previsto in mattinata alla Farnesina, dove Rubio incontrerà il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Anche qui al centro del dialogo ci sarà il Libano, con l’Italia intenzionata a confermare il proprio ruolo di mediazione e presenza nella regione.
Sul tavolo, seppur indirettamente, anche il tema dei dazi e delle relazioni commerciali transatlantiche. Tajani ha ribadito la contrarietà italiana a guerre commerciali e la necessità di rafforzare il mercato comune tra Europa e Stati Uniti, sottolineando l’importanza dell’alleanza strategica tra le due sponde dell’Atlantico.
In un contesto internazionale sempre più teso, la visita di Rubio a Roma si inserisce dunque in una fase delicata della diplomazia globale, tra crisi militari aperte e tentativi di stabilizzazione delle principali aree di conflitto.






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