La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato con 93 voti favorevoli e nessun contrario una nuova legge che prevede l’istituzione di un tribunale militare speciale per giudicare i presunti responsabili degli attacchi del 7 ottobre 2023.
La proposta, sostenuta sia da esponenti della maggioranza che dell’opposizione, riguarda circa 300 persone arrestate dalle forze di sicurezza israeliane e ritenute coinvolte negli attacchi. Il nuovo tribunale avrà la competenza di giudicare una serie di reati, tra cui terrorismo, collaborazione con il nemico in tempo di guerra, istigazione alla guerra e, nei casi più gravi, anche genocidio. Le eventuali condanne per genocidio potrebbero prevedere la pena capitale.
La legge è stata presentata in forma bipartisan dal deputato del partito Sionista Religioso Simcha Rothman e dalla deputata dell’opposizione Yisrael Beytenu Yulia Malinovskyi, un elemento che ha contribuito a facilitarne l’approvazione in aula.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, restano tuttavia aperti i nodi legati all’attuazione della norma. In particolare, emergono divergenze tra il ministero della Difesa e quello delle Finanze sui costi complessivi dell’operazione. Le stime variano sensibilmente: circa 1,72 miliardi di dollari secondo la Difesa, contro i 689 milioni stimati dalle Finanze. Le spese includerebbero la costruzione di un complesso giudiziario dedicato e il reclutamento di circa 400 tra militari e personale civile.
Le incertezze sul finanziamento potrebbero rallentare l’effettiva attivazione del tribunale, che resta subordinata a un accordo tra i dicasteri competenti.
Il ministro della Giustizia Yariv Levin ha definito l’approvazione della legge “uno dei momenti più importanti dell’attuale Knesset”, sottolineando come il voto rappresenti un segnale di unità politica in un contesto segnato da forti tensioni e dalla prossimità delle elezioni.






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