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Ceuta, rientra l’emergenza migranti ma resta alta la tensione tra Italia e Spagna

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Sánchez attacca la sospensione di Schengen decisa da Roma e chiede una risposta comune dell’Ue. Convocata per il 4 agosto una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno

Si va normalizzando la situazione a Ceuta, dove restano circa 2mila migranti delle oltre 50mila persone arrivate dal Marocco nei giorni scorsi. A confermarlo è stato il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, secondo cui “in meno di 48 ore si sta raggiungendo la normalità” e chi è entrato irregolarmente “non ha alcuna possibilità di regolarizzazione”.

Sul fronte politico, però, resta alta la tensione tra Roma e Madrid dopo la decisione dell’Italia di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato una lettera ai vertici delle istituzioni europee per esprimere la propria “seria preoccupazione” sulla gestione della crisi e chiedere una risposta coordinata dell’Unione.

Nella missiva indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese del Consiglio Ue, Sánchez ha sollecitato la convocazione urgente di una riunione dei ministri dell’Interno dei Ventisette, sostenendo che la sicurezza delle frontiere esterne rappresenta “una responsabilità condivisa” e non soltanto degli Stati di frontiera.

Sánchez: “Stop a Schengen dettato da pregiudizi”

Pur senza citare direttamente l’Italia, il premier spagnolo ha criticato la richiesta di sospendere Schengen, definendola una scelta “dettata da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici”. Sánchez ha inoltre ricordato che Ceuta non appartiene all’area Schengen e che, secondo i dati di Frontex, la Spagna registra un numero di ingressi irregolari inferiore rispetto a quello dell’Italia nel periodo 2021-2026.

Il leader spagnolo ha rivendicato l’operato del proprio governo, sottolineando che in meno di due giorni è stato ristabilito il controllo della frontiera, garantita l’assistenza umanitaria e rimpatriata la quasi totalità dei migranti entrati illegalmente, in collaborazione con il Marocco.

Riunione straordinaria il 4 agosto

Intanto è stata convocata per martedì 4 agosto una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, richiesta da 22 Paesi membri, con Italia e Danimarca promotrici dell’iniziativa. Tra i firmatari figurano, tra gli altri, Germania, Austria, Belgio, Grecia, Polonia, Svezia e Paesi Bassi, mentre non hanno aderito Francia e Portogallo.

Nel documento i Paesi chiedono un rafforzamento del sostegno di Frontex, una valutazione della cooperazione con il Marocco e ribadiscono la disponibilità, nel rispetto del Codice Frontiere Schengen, ad adottare misure temporanee di controllo alle frontiere interne qualora necessario per tutelare l’ordine pubblico e prevenire movimenti secondari di migranti.

Von der Leyen: “Serve una risposta europea unitaria”

Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha accolto favorevolmente la richiesta di una videoconferenza straordinaria.

“La lotta contro l’immigrazione clandestina richiede solidarietà e una risposta europea unitaria”, ha dichiarato, ribadendo che il controllo delle frontiere esterne resta una priorità per l’Unione europea e che l’esperienza di Ceuta dovrà servire a rafforzare il sistema comune di gestione delle crisi migratorie.

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