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Ceuta, tensione tra Spagna e Italia sui migranti: Madrid accusa Roma, Tajani replica con i dati

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Si inasprisce il confronto tra Spagna e Italia sulla gestione della crisi migratoria esplosa nei giorni scorsi a Ceuta. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato alcuni Paesi europei, indicando esplicitamente l’Italia tra quelli che “non si sono dimostrati all’altezza” nella risposta all’emergenza.

Secondo Albares, Roma dovrebbe guardare all’esperienza di Ceuta per affrontare la situazione a Lampedusa, sottolineando come la Spagna registri oggi un numero inferiore di ingressi irregolari rispetto all’Italia. Intanto, l’Audiencia Nacional ha aperto un’inchiesta per verificare se l’ingresso di almeno 50mila migranti tra il 30 e il 31 luglio sia stato il risultato di un’azione organizzata.

Tajani: “Rispondono i numeri”

La replica italiana è arrivata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sui social ha rivendicato i risultati ottenuti dal Governo sul fronte dell’immigrazione.

“Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono calati dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023”, ha scritto Tajani, ricordando inoltre che gli arrivi via mare al 15 luglio sono diminuiti del 54% rispetto al 2025. Il ministro ha attribuito questi risultati agli accordi bilaterali con i Paesi di origine e transito e ha ribadito il ruolo dell’Italia nella definizione del nuovo Patto europeo su asilo e migrazione.

L’Ue valuta hub per i rimpatri

La crisi sarà al centro del Consiglio europeo straordinario dei ministri dell’Interno, convocato per il 4 agosto su richiesta di 22 Stati membri. L’Italia presenterà la proposta di creare hub per i rimpatri lungo le principali rotte migratorie, sul modello dell’accordo con l’Albania.

Tra i Paesi che potrebbero ospitare queste strutture vengono indicati Uganda e Montenegro, mentre la Commissione europea ha fatto sapere di essere pronta a valutare proposte concrete basate sulla cooperazione strategica.

Madrid chiede chiarimenti al Marocco

Dopo aver inizialmente evitato accuse dirette, il governo spagnolo ha chiesto al Marocco di fare piena luce sull’ondata migratoria. La ministra della Difesa Margarita Robles ha invitato Rabat a individuare i responsabili delle reti criminali che avrebbero organizzato le partenze, denunciando l’utilizzo di minori e persone vulnerabili in viaggi estremamente pericolosi.

Bilancio ancora incerto

Restano contrastanti i dati sulle vittime. Il ministero dell’Interno marocchino parla di 11 morti, mentre le autorità spagnole stimano almeno 72 decessi.

Si ritiene che tra 60mila e 80mila migranti abbiano raggiunto Ceuta nei giorni scorsi. Secondo Madrid, circa 73mila sarebbero già stati rimpatriati, anche se il governo della città autonoma precisa che non esiste ancora una stima ufficiale definitiva. Attualmente, tra 3mila e 5mila persone si troverebbero ancora a Ceuta, mentre i minori censiti sono 862, a fronte di una capacità di accoglienza di appena 29 posti.

Le autorità locali hanno inoltre criticato la gestione dell’emergenza da parte del governo centrale, definendola “tardiva e insufficiente”, mentre l’esecutivo di Pedro Sánchez nega di aver ricevuto informazioni preventive dall’intelligence sulla reale portata della crisi migratoria.

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