La premier Mette Frederiksen: «Non esiteremo ad adottare le misure necessarie». Allerta anche a Ceuta, dove Madrid rafforza la presenza di sicurezza
COPENAGHEN – La Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, in caso di una nuova ondata migratoria attraverso l’Europa, anche a valutare la chiusura completa dei confini.
A dirlo è stata la premier danese Mette Frederiksen, intervenendo al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, durante il dibattito urgente convocato sulla crisi migratoria e sulla situazione a Ceuta.
«Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa», ha dichiarato Frederiksen, definendo «inquietanti» le immagini provenienti dall’enclave spagnola.
«Potremmo chiudere completamente la frontiera»
La premier ha assicurato che il governo sta monitorando attentamente la situazione e che non esiterebbe ad adottare misure straordinarie qualora si verificassero nuovi movimenti di migranti attraverso l’Europa.
«Potrebbe trattarsi di estendere i controlli di frontiera che abbiamo già oggi. In ultima istanza, di chiudere completamente la frontiera, in modo che la polizia controlli tutti coloro che entrano in Danimarca», ha affermato.
Secondo Frederiksen, la polizia danese dispone già di piani di emergenza per affrontare uno scenario di questo tipo e i controlli potrebbero essere intensificati con un preavviso di poche ore.
La premier ha tuttavia difeso la permanenza della Danimarca nello spazio Schengen, mettendo in guardia dalle conseguenze di un’eventuale uscita. Frederiksen ha inoltre precisato che non esiste, al momento, alcun piano per convocare un referendum sulla deroga danese alla cooperazione dell’Ue in materia di giustizia e affari interni.
Alta tensione a Ceuta
Nel frattempo resta alta l’attenzione a Ceuta, enclave spagnola in territorio nordafricano, dove Madrid sta rafforzando i dispositivi di sicurezza in vista di una possibile nuova pressione migratoria.
La ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha incontrato oggi il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, e ha visitato le truppe del Comando Operativo Terrestre presenti nella città autonoma.
Robles è il terzo esponente del governo spagnolo a recarsi a Ceuta nell’arco di pochi giorni, dopo il ministro della Politica Territoriale Ángel Víctor Torres e il ministro degli Esteri José Manuel Albares.
Nei giorni scorsi Vivas aveva chiesto un rafforzamento della presenza di Polizia nazionale e Guardia Civil alla frontiera, oltre alla permanenza dell’Esercito nella città per rassicurare la popolazione.
Da giovedì 13 agosto, inoltre, sono stati revocati i permessi al personale militare di stanza a Ceuta, salvo casi eccezionali, proprio alla luce dell’allerta per una possibile nuova ondata migratoria dal Marocco.
Domani sarà a Ceuta anche il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, che presiederà una riunione con i vertici della Polizia nazionale e della Guardia Civil.
«Non c’è posto in Spagna, né a Ceuta, né a Melilla, né in qualsiasi altra città spagnola per coloro che vogliono entrare in modo irregolare e in violazione della legge», ha dichiarato il ministro, sottolineando al contempo che il Marocco sta collaborando con le autorità spagnole nella gestione della situazione.






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