(Shutterstock)KIEV, 8 settembre 2026 – La Russia ha ripreso nella notte gli attacchi contro Kiev, dopo la pausa di tre giorni osservata in concomitanza con la missione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati prima a Mosca con Vladimir Putin e poi a Kiev con Volodymyr Zelensky. Nella capitale ucraina è scattato l’allarme aereo e sono stati segnalati danni a edifici anche nelle aree periferiche.
Secondo le autorità ucraine, l’attacco ha provocato due morti e almeno dieci feriti nella capitale, con diversi edifici residenziali e altre strutture danneggiate. Le forze ucraine hanno riferito di aver intercettato numerosi droni e missili lanciati contro il Paese.
La nuova offensiva arriva proprio dopo la missione diplomatica americana. Witkoff ha riferito che dagli incontri sono emersi «progressi sostanziali», compresi passi avanti nella programmazione di possibili nuovi colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.
Il presidente americano Donald Trump, dopo aver ricevuto il resoconto dei suoi inviati, sarebbe pronto a parlare direttamente con Putin e Zelensky nel tentativo di imprimere una nuova accelerazione al negoziato. Mosca, dal canto suo, ha definito i possibili sviluppi diplomatici un «piccolo passo verso la pace», mentre Kiev non ha chiuso alla prospettiva di un ritorno al tavolo negoziale.
Restano tuttavia profonde divergenze, soprattutto sulle questioni territoriali e sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. La missione di Witkoff e Kushner è stata descritta dagli stessi americani come positiva, ma non ha prodotto finora un accordo concreto.
Si dimette il procuratore generale
Sul fronte interno, intanto, il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha annunciato le proprie dimissioni, travolto dalle conseguenze di un’inchiesta anticorruzione. Le autorità anticorruzione stanno indagando su un presunto schema di estorsione e riciclaggio collegato a call center fraudolenti e a funzionari della Procura generale. Kravchenko ha respinto le accuse e ha definito la propria scelta una decisione politica.
Le dimissioni aggiungono un ulteriore elemento di pressione sul governo di Zelensky, mentre sul piano militare la Russia torna a colpire la capitale e la diplomazia americana tenta di riaprire un canale per nuovi negoziati.






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