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Germania, doppia sconfitta per Merz: AfD prima in Pomerania, la Linke conquista Berlino

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L’ultimo voto del 2026 consegna l’immagine di una Germania che cambia e premia le ricette più radicali, per uscire dalla crisi e superare le paure che avviliscono i tedeschi. L’ultradestra di Afd ha vinto nel secondo Land dell’est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove invece la Cdu, per la prima volta nella sua storia, non è entrata nel Parlamento del Land. La Sinistra della Linke ha conquistato Berlino, scrivendo una pagina storica con la pasionaria Elif Eralp, che vuole espropriare le case. È opinione diffusa che sarebbe abbastanza da far cadere un cancelliere, ma Friedrich Merz ha preso la parola a sorpresa subito dopo gli exit poll che davano il suo partito ancora in biblico a Schwerin, per annunciare esattamente il contrario. Non ha alcuna intenzione di mollare.

Merz: “Mi assumo resposabilità, vorrei portare avanti il Paese”

Di fronte alla doppia debacle del suo partito, ammesso il “disastro” con inaudita naturalezza, ha scandito: “Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il Paese”. L’antidoto alla durezza dei tempi sono le riforme, e queste “arrivano”, è stata la promessa al mondo economico, che lo stava ascoltando col fiato sospeso, come milioni di tedeschi e tutti i giornalisti catapultatisi alla Adenauer Haus. L’ultradestra ha subito impugnato il successo: “Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte”, il messaggio a caldo di Alice Weidel. “Non siamo noi che vogliamo il cordone sanitario”, le ha fatto eco Tino Chrupalla, quando gli si fa presente che nessuno vuole governare con degli estremisti.

La Linke conquista Berlino

Il party elettorale più vivace è certamente quello della Linke a Berlino, dove la futura neosindaca ha esultato: “Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia. E il segnale dell’amore e della giustizia hanno vinto sull’odio”. È lei, Elif Eralp, a incarnare in queste ore il messaggio opposto a quello dell’ultradestra. Avvocatessa dei diritti umani, figlia di rifugiati turchi, chiede alloggi accessibili a tutti e più integrazione, mentre Afd spinge sull’espulsione dei migranti. Il contrasto non potrebbe essere più forte. Ma si tratta di due partiti dalle misure radicali: “È morto il centro borghese”, sentenzia in serata un editoriale della Welt.

Afd davanti alla Spd in Pomerania

I dati mostrano un quadro complesso. In Pomerania, stando ai dati preliminari, Afd è chiaramente in testa con il 38,2%, inseguita dai socialdemocratici che con Manuela Schwesig prenderebbero il 35,5. Quest’ultima, la ex ministra di Angela Merkel che negli ultimi giorni era riuscita in una rimonta tale da arrivare al sorpasso nei sondaggi, è riuscita comunque a posizionarsi come unico argine all’ultradestra nell’est. Tanto che qualche analista già la segnala come commissaria ombra dei vertici federali del partito, facendo tremare il vicecancelliere Lars Klingbeil.

La Cdu fuori dal parlamento regionale

Drammatico il dato della Cdu, che stando ai risultati preliminari è scivolata per la prima volta fuori dal parlamentino regionale di un Land, nel Meclemburgo Pomerania Anteriore, ottenendo il 4,9%, sotto il limite dell’ingresso. A Berlino i numeri consegnano una vittoria più netta alla Linke con il 24,9%, mentre la Cdu che esprimeva il sindaco uscente, sostituito per la corsa elettorale da Stefan Evers è data al 19,2%. Cresce molto anche Afd, con un 15,8% che la colloca saldamente al terzo posto (con quasi sette punti in più rispetto al 2023). Anche se non è proprio il trionfo annunciato: i sondaggi davano infatti l’ultradestra che ha stravinto in Sassonia-Anhalt 15 giorni fa al 18%.

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