NEW YORK, 22 SETTEMBRE 2026 – La Francia lavora a una nuova iniziativa diplomatica al Consiglio di sicurezza dell’Onu per favorire il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre sul fronte yemenita cresce la tensione tra gli Houthi e l’Arabia Saudita.
Parigi aveva già preparato una bozza di risoluzione per sostenere una missione internazionale finalizzata a garantire la navigazione nello Stretto, nell’ambito di un’iniziativa franco-britannica. La proposta francese punta su misure difensive e sul rispetto del diritto internazionale.
Il tema della libertà di navigazione a Hormuz è stato indicato come una delle priorità della Francia anche dalla presidenza francese del Consiglio di sicurezza. L’ambasciatore francese all’Onu Jérôme Bonnafont ha sottolineato che la piena libertà di navigazione nello Stretto non è ancora stata ripristinata e che la situazione sta producendo conseguenze economiche internazionali.
Sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato Donald Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo quanto riferito dalla presidenza francese, i colloqui hanno riguardato la situazione in Medio Oriente e il conflitto in Ucraina, con particolare attenzione alla sicurezza delle rotte energetiche e al sostegno alla difesa ucraina.
Intanto i ministri degli Esteri del G7 hanno condannato la prosecuzione degli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita e hanno chiesto al movimento yemenita di cessare le ostilità.
Nello Yemen, l’agenzia Saba, affiliata agli Houthi, ha riferito di raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale di Al-Makhā, sul Mar Rosso. Secondo il successivo bilancio riportato da ANSA, gli attacchi avrebbero provocato sei morti e otto feriti, tra cui donne e bambini. Le informazioni sulle vittime provengono da fonti legate alle parti coinvolte nel conflitto.
Sul fronte internazionale, il Regno Unito ha annunciato un sostegno militare limitato all’Arabia Saudita. Il premier britannico Andy Burnham ha confermato l’autorizzazione a fornire rifornimento in volo ad aerei sauditi impegnati in missioni difensive contro gli attacchi degli Houthi. L’accordo è stato definito a tempo determinato e prevede inizialmente l’impiego di un aereo britannico Voyager.
Secondo Londra, il supporto sarà destinato esclusivamente alle operazioni difensive e non alle missioni offensive contro gli Houthi. La decisione è stata motivata anche dalla necessità di contribuire alla sicurezza delle rotte energetiche della regione.
La situazione nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso resta quindi al centro delle iniziative diplomatiche e militari internazionali, con Francia e Regno Unito impegnati su fronti differenti nel tentativo di garantire la sicurezza della navigazione e delle rotte energetiche.






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