La Spagna torna alle urne. Il premier Pedro Sánchez ha annunciato oggi, 5 ottobre, la convocazione delle elezioni politiche anticipate per il prossimo 29 novembre, con un voto che arriva diversi mesi prima della scadenza naturale della legislatura.
La decisione arriva dopo la bocciatura in Congresso dei decreti del governo sulla casa, avvenuta venerdì scorso, e in un momento di forte mobilitazione sociale contro il caro-affitti e la crisi abitativa. Nel fine settimana Sánchez aveva valutato con i vertici del Partito socialista la strategia da adottare dopo la sconfitta parlamentare.
La crisi sulla casa
Il tema dell’emergenza abitativa è destinato a essere uno dei principali terreni di confronto della campagna elettorale. I provvedimenti respinti dal Congresso prevedevano, tra le altre misure, la sospensione fino al 2030 degli sfratti per le persone vulnerabili, interventi contro i cosiddetti fondi “avvoltoio” e il rinnovo automatico dei contratti di affitto.
Il governo ha fatto sapere di voler comunque tentare di riproporre alcune delle misure sulla casa anche dopo lo scioglimento delle Cortes. Una delle ipotesi è l’approvazione di un nuovo decreto da sottoporre alla Deputazione permanente del Congresso, che resta operativa durante il periodo elettorale.
La bocciatura dei decreti è arrivata dopo il voto contrario di Junts, che si è unito a Partito Popolare e Vox. Per il governo Sánchez, la difficoltà di costruire una maggioranza parlamentare stabile si è quindi ulteriormente accentuata.
Le proteste per il caro-affitti
La crisi politica si intreccia con una crescente protesta sociale. Sabato migliaia di persone sono scese in piazza in circa 50 città spagnole per chiedere interventi contro l’aumento degli affitti e gli sfratti. A Madrid, secondo Reuters, hanno manifestato circa 70mila persone.
Al centro delle proteste è finito anche il caso di Maricarmen Abascal, 87 anni, con una disabilità riconosciuta del 50%, sfrattata il 23 settembre dall’abitazione in cui aveva vissuto per 71 anni, nel quartiere del Retiro a Madrid. Il caso ha contribuito ad alimentare il dibattito nazionale sull’emergenza abitativa e sulla crescita dei canoni nelle principali città del Paese. Dopo le proteste, la società proprietaria e la famiglia dell’anziana hanno raggiunto un accordo che le ha consentito di tornare nell’alloggio a condizioni sostenibili.
Ora la questione della casa si prepara a diventare uno dei temi centrali della campagna elettorale che porterà gli spagnoli alle urne il 29 novembre.






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