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Consiglio europeo, accordo sugli Ets dopo ore di tensione: oggi focus su Ucraina e Medio Oriente

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(CC-BY-NC-SA 3.0 IT) Seconda e ultima giornata del Consiglio europeo, con la guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente al centro dei lavori. Alla riunione partecipa anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nella giornata di ieri, intanto, a dominare il confronto tra i 27 leader è stato il tema dell’energia, con un accordo sul sistema europeo di scambio delle emissioni raggiunto soltanto nella notte, dopo ore di stallo.

Il compromesso riguarda gli Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica, e in particolare l’Ets2. Nelle conclusioni del vertice, il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti del nuovo sistema, con particolare attenzione alla sua struttura e alle misure di salvaguardia.

Il testo ribadisce inoltre la necessità di garantire un mercato del carbonio «ben funzionante, trasparente e prevedibile», riducendo la volatilità dei prezzi delle emissioni e mitigandone gli effetti sulle bollette elettriche, senza compromettere il ruolo del sistema Ets nella politica climatica europea.

Scontro sulla transizione energetica

L’intesa è arrivata al termine di una giornata caratterizzata da forti contrasti tra i governi europei. Il confronto sugli Ets ha messo in evidenza le divergenze sulla strategia energetica dell’Unione, tra chi chiede di mantenere invariati gli obiettivi della transizione ecologica e chi invoca maggiore flessibilità per contenere i costi a carico di famiglie e imprese.

Tra questi ultimi c’è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sollecitato una revisione delle politiche europee in materia di energia e maggiori margini di intervento per gli Stati membri. Il confronto ha lasciato a lungo in sospeso il testo delle conclusioni, sbloccato soltanto nelle ore notturne.

L’accordo non mette in discussione il ruolo del mercato europeo del carbonio, ma chiede alla Commissione di approfondire gli effetti del sistema e le possibili misure per limitarne le ricadute economiche.

Caro energia, Meloni chiede flessibilità fiscale

Nel corso del vertice si è discusso anche della possibilità di concedere maggiore flessibilità fiscale ai Paesi alle prese con il caro energia. Meloni ha chiesto di considerare l’aumento dei prezzi come un fattore esterno rilevante, pur nel rispetto delle regole europee sui conti pubblici.

A sostenere apertamente la posizione italiana è stata la Grecia, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere prudenza nella gestione delle finanze pubbliche.

Secondo von der Leyen, nel brevissimo periodo lo strumento immediatamente utilizzabile è la proroga del regime degli aiuti di Stato legato alla crisi energetica.

La giornata conclusiva del Consiglio europeo sarà dedicata soprattutto ai conflitti internazionali, con gli aggiornamenti sulla guerra in Ucraina e sulla situazione in Medio Oriente, mentre resta aperto il confronto sulle misure necessarie per contenere il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’economia europea.

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