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Elicottero militare italiano precipitato in Bosnia, quattro morti e undici feriti: indagini sulle cause

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Lo schianto del Chinook è avvenuto il 29 ottobre nei pressi di Brčko durante un’attività addestrativa della missione Eufor Althea. Tra le ipotesi anche l’urto contro cavi ad alta tensione. Meloni: «Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia».

Sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire le cause dell’incidente che il 29 ottobre ha coinvolto un elicottero militare italiano CH-47 Chinook nei dintorni di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. Il bilancio è di quattro militari morti e undici feriti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita.

Il velivolo era impegnato in un’attività addestrativa nell’ambito della missione europea Eufor Althea. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un possibile impatto con cavi durante il volo.

Le quattro vittime sono il sergente dell’Esercito Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi e due militari della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci.

La dinamica dell’incidente

L’incidente si è verificato nel pomeriggio del 29 ottobre, in condizioni meteorologiche apparentemente favorevoli. Secondo quanto riferito da Eufor, l’elicottero stava svolgendo un’attività di «addestramento di routine».

L’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, si è recata sul luogo dell’incidente. In una prima ricostruzione ha spiegato che la dinamica non era ancora chiara e che lo schianto sarebbe avvenuto durante la fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, quindi subito dopo il distacco da terra.

Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto il Chinook volare a bassa quota ed effettuare diverse virate prima dell’impatto. Resta da verificare anche l’eventualità di un contatto con cavi ad alta tensione. Saranno gli accertamenti tecnici a chiarire cosa sia realmente accaduto.

Il Chinook e la missione Eufor Althea

Il CH-47 Chinook è un elicottero da trasporto pesante prodotto dalla Boeing, progettato negli anni Sessanta e utilizzato ancora oggi da numerose forze armate per le sue capacità di carico e trasporto.

Il velivolo faceva parte dei mezzi impiegati nella missione Eufor Althea, operazione europea avviata nel 2004 per contribuire alla stabilizzazione della Bosnia-Erzegovina, sostenere le autorità locali e addestrare le forze armate del Paese.

La missione è guidata dall’Italia dal gennaio 2026, con il generale Maurizio Fronda. Il contingente internazionale conta circa 1.600 militari provenienti da 24 Paesi, mentre quello italiano, con circa 300 unità, è il più numeroso. Il quartier generale si trova a Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo.

Il cordoglio di Giorgia Meloni e la visita di Crosetto

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato i quattro militari con un messaggio pubblicato sui social: «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama».

Insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, la premier ha deposto un fascio di rose al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo a Roma in vista delle celebrazioni del 4 novembre.

Meloni ha voluto trasformare lo spazio in un luogo di raccoglimento aperto ai cittadini, invitando chiunque voglia rendere omaggio alle vittime a portare un fiore. «Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili», ha scritto.

Il ministro Crosetto visiterà oggi i militari feriti, mentre proseguono le indagini per chiarire le circostanze della tragedia.

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