Attacco hacker ai supermercati in Europa: frigoriferi e congelatori fino a 50 gradi, coinvolti sette Paesi

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EUROPA – Nuova ondata di attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione di alcune catene di supermercati europee. Belgio, Svezia ed Estonia, ma anche Paesi Bassi, Lussemburgo, Irlanda e Finlandia avrebbero subito intrusioni ai sistemi di controllo di frigoriferi e congelatori, con dinamiche simili a quelle registrate alcune settimane fa in Francia, Belgio e Olanda.

Le temperature dei banchi frigo e dei congelatori sarebbero state innalzate fino a 50 gradi sopra lo zero, rendendo inutilizzabili ingenti quantità di alimenti conservati nei punti vendita. Tra le strutture coinvolte ci sarebbe anche un grande magazzino Ikea a Mons, in Belgio.

Sulla vicenda è intervenuto il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, che ha definito «profondamente preoccupante» il ripetersi degli attacchi informatici, che avrebbero colpito decine di supermercati in Europa.

«Si tratta di un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori in essa: un monito che dobbiamo prendere sul serio», ha dichiarato Hansen. Il commissario ha comunque assicurato che la sicurezza alimentare nell’Unione europea «non è attualmente a rischio», pur sottolineando che lo spreco alimentare e le conseguenze economiche per le imprese sono reali. La questione sarà affrontata con gli altri commissari europei nella prossima riunione del collegio.

Nel mirino gli stessi termostati della prima ondata

I dispositivi presi di mira sarebbero dello stesso tipo coinvolto nella prima ondata di attacchi. Secondo quanto riportato dal Guardian, la catena svedese Coop ha segnalato una «manomissione non autorizzata» dei sistemi di refrigerazione riconducibile a uno dei propri fornitori, l’azienda danese Danfoss, la stessa che aveva fornito i termoregolatori ai supermercati francesi colpiti il mese scorso.

Nell’attacco in Francia, gli hacker avrebbero violato i dispositivi di controllo, in gran parte forniti da Danfoss, disattivando i sistemi di allarme e modificando le impostazioni dei termostati oppure prolungando di diverse ore i cicli di sbrinamento. Diverse catene coinvolte hanno segnalato temperature anomale all’interno di frigoriferi e congelatori, arrivate fino a 50 gradi.

Ikea: «Non escludiamo siano state colpite altre sedi»

Anche Ikea ha confermato di aver rimosso, a scopo precauzionale, alcuni prodotti alimentari dai propri frigoriferi. «Non possiamo escludere che altre sedi possano essere state coinvolte, mentre proseguiamo con le nostre indagini», ha dichiarato un portavoce del gruppo svedese.

Supermercati coinvolti in Svezia

In Svezia alcuni punti vendita delle catene Ica e Coop sono rimasti chiusi nelle prime ore della mattinata del 2 novembre per gestire l’emergenza.

«In questo momento stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare», ha raccontato Dennis Vidal, responsabile di uno dei negozi colpiti nel sud del Paese, intervistato dalla televisione pubblica Svt. «Stanno ricominciando a raffreddarsi, ma è già tutto rovinato», ha aggiunto.

Non è ancora stata confermata ufficialmente la causa dell’incidente. «Siamo a conoscenza del fatto che un numero limitato di negozi è stato colpito da un incidente verificatosi durante la notte che ha compromesso i sistemi di refrigerazione e congelamento dei punti vendita», ha dichiarato Gustaf Nilsson, portavoce del gruppo Ica, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tt.

Coinvolti anche Belgio, Estonia, Lussemburgo e Irlanda

In Belgio la catena Delhaize ha confermato un «incidente informatico» verificatosi durante la notte in circa quaranta punti vendita, con conseguenze sui sistemi di refrigerazione e congelamento. Secondo RTL Info, diversi responsabili dei negozi avrebbero ricevuto intorno alle 4 del mattino un messaggio che segnalava l’aumento delle temperature nei banchi frigo. In alcuni casi i congelatori avrebbero raggiunto circa 15 gradi Celsius.

Anche in Estonia, Lussemburgo e Irlanda sarebbero stati segnalati episodi analoghi. Secondo la televisione pubblica estone ERR, gli hacker avrebbero avuto accesso ai sistemi di controllo di una grande catena di supermercati, portando da remoto la temperatura di un congelatore fino a +50 gradi. Jann Mutso, amministratore delegato dell’azienda Kitman Coldtech, ha riferito che diversi clienti in Estonia sarebbero stati presi di mira.

Gli episodi riportano alla memoria la prima ondata di attacchi informatici registrata a metà ottobre, quando furono coinvolti circa 150 punti vendita tra Francia, Belgio e Paesi Bassi. Le segnalazioni provenienti da altri Paesi europei fanno ora temere un fenomeno più ampio, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire la natura e l’origine delle intrusioni.

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