Svolta politica negli Stati Uniti dopo le elezioni di Midterm. Secondo le proiezioni riportate, i democratici conquistano il controllo del Congresso, ottenendo 258 seggi alla Camera e 54 al Senato. Un risultato che rappresenterebbe una pesante battuta d’arresto per il presidente Donald Trump e per il Partito repubblicano, con vittorie democratiche anche in Stati tradizionalmente conservatori.
Tra i risultati più significativi spicca il Texas, dove James Talarico avrebbe conquistato un seggio, insieme all’Iowa, con l’affermazione di Josh Turek, e al Kansas, dove Adam Hamilton avrebbe ottenuto una vittoria storica: nello Stato non veniva eletto un senatore democratico dal 1932.
Importante anche il successo in Maine, dove Troy Jackson avrebbe sconfitto la senatrice repubblicana Susan Collins. In Georgia, invece, Jon Ossoff sarebbe stato riconfermato, rafforzando il proprio profilo politico anche in vista di una possibile candidatura alle presidenziali del 2028.
In Michigan viene inoltre segnalata l’elezione di Abdul El-Sayed, medico musulmano sostenuto dall’ex presidente Barack Obama.
I democratici conquistano anche diversi governatori
La rimonta democratica avrebbe interessato anche le elezioni per i governatori. In Texas la democratica Gina Hinojosa avrebbe sconfitto il governatore repubblicano uscente Greg Abbott, in una delle sorprese più clamorose della tornata elettorale.
Storica anche la vittoria in Georgia di Keisha Lance Bottoms, che diventerebbe la prima donna afroamericana alla guida dello Stato, dopo oltre vent’anni di predominio repubblicano.
Trump: «Se fossi stato sulla scheda avremmo vinto»
Dopo i risultati, Donald Trump ha commentato la sconfitta con un messaggio pubblicato su Truth Social: «Non ero sulla scheda elettorale e, se lo fossi stato, avremmo vinto con una vittoria schiacciante».
In un’intervista al New York Times, il presidente avrebbe poi dichiarato di essere disposto ad accettare l’esito delle urne: «Sono assolutamente disposto ad accettare i risultati. Collaboreremo con i democratici».
Una tornata elettorale che, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri politici di Washington, aprendo una nuova fase nei rapporti tra Casa Bianca e Congresso e anticipando il confronto in vista delle presidenziali del 2028.






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