Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è finito al centro di un tentativo di dossieraggio informatico che ha coinvolto anche magistrati e vertici delle forze di polizia. I dati privati del vicepremier e dei suoi familiari sono stati pubblicati sul dark web, nell’ambito di una nuova forma di guerra ibrida che starebbe prendendo di mira l’Italia e altri Paesi europei.
«Le minacce filorusse e la taglia per ottenere informazioni sulla mia famiglia? Sono due giorni che seguiamo la vicenda. Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24, collegata con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l’attenzione è massima», ha dichiarato Tajani in un’intervista a Il Giornale.
«Attacchi per condizionare il voto»
Il vicepremier ha sottolineato come la minaccia abbia raggiunto un nuovo livello, coinvolgendo anche gli affetti personali. «Le nostre difese cibernetiche sono operative e la risposta pronta a ogni tentativo di intrusione», ha assicurato.
Sull’eventuale convocazione dell’ambasciatore russo, Tajani ha invitato alla prudenza: «Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela insieme all’intelligence e alla polizia postale». Il ministro ha però evidenziato la natura della guerra ibrida, parlando di «reti opache che compiono operazioni illecite».
Secondo Tajani, in vista delle prossime scadenze elettorali potrebbe verificarsi un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso campagne di disinformazione. Da qui l’appello alla massima vigilanza.
Il caso al G7 Esteri e le immagini manipolate con l’intelligenza artificiale
Il titolare della Farnesina ha annunciato che porterà la questione anche al G7 Esteri: «Ho già scritto al mio omologo francese». Tajani ha quindi ribadito che la minaccia non si limita a possibili scenari di guerra tradizionale, ma si estende a diversi ambiti e richiede una risposta collettiva.
Nel corso dell’intervista ha affrontato anche il tema degli investimenti nella sicurezza: «Investire in sicurezza non significa essere guerrafondai». Il ministro ha criticato quella che considera una contraddizione da parte della sinistra, che chiede maggiore protezione dei servizi ma protesta quando si tratta di aumentare le risorse per la difesa e la cybersicurezza.
Infine, Tajani è tornato sulla fotografia falsa pubblicata e successivamente rimossa dal presidente del Pd, Stefano Bonaccini. «Ho lanciato un appello per evitare l’uso dell’intelligenza artificiale in campagna elettorale. Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Fare satira va bene, ma ridicolizzare e delegittimare chi rappresenta il Paese nel mondo è un atto grave», ha concluso.






Leave a Reply