WASHINGTON – Durante il primo consiglio dei ministri della sua nuova amministrazione, il presidente americano Donald Trump ha annunciato una mossa controversa: “Abbiamo deciso: imporremo dazi al 25% sulle auto e altre cose”. Sebbene i dettagli di questa iniziativa non siano ancora stati resi noti, Trump ha promesso che ulteriori informazioni saranno annunciate a breve. Ha anche avvertito Canada e Messico che i dazi “non intende fermarsi”, con l’implementazione prevista a partire dal 2 aprile.
Trump ha descritto l’Unione Europea come un “caso diverso”, affermando che è stata formata per “fregarci” e ha riconosciuto il successo di questa strategia. Tuttavia, ha ribadito il suo “amore” per i Paesi europei, denunciando un deficit commerciale eccessivo di circa 300 miliardi di dollari. Secondo il presidente, una ritorsione da parte dell’Europa potrebbe non avere successo: “Possono provarci, ma noi possiamo smettere di comprare più prodotti e se questo accade, vinciamo”, ha minacciato Trump.
La replica dell’Ue
La risposta dell’Unione Europea è stata immediata e ferma. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che “l’Ue reagirà in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo”, sottolineando che i dazi, anche se giustificati come contestazione a politiche legittime, non saranno tollerati. L’Unione ha affermato di proteggere sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei da “dazi ingiustificati”.
Bruxelles ha ricordato che “l’Ue è il più grande mercato libero del mondo” e che è stata una fonte di benefici per gli Stati Uniti. Gli investimenti statunitensi in Europa, ha affermato, sono altamente redditizi e le aziende americane hanno potuto generare entrate significative grazie al grande mercato unificato europeo. Il commercio transatlantico di beni e servizi ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno, il più grande al mondo.
Il portavoce ha insistito sulla necessità di lavorare insieme per preservare queste opportunità per le persone e le aziende di entrambe le sponde dell’Atlantico, piuttosto che affrontarsi in un clima di conflitto commerciale. Ha ribadito che l’Europa è sinonimo di dialogo, apertura e reciprocità, sottolineando che “siamo pronti a collaborare se rispettiamo le regole” e “proteggere i nostri consumatori e le nostre aziende a ogni passo”.
Con queste dichiarazioni, la tensione tra gli Stati Uniti e l’Europa sembra destinata a crescere, mentre entrambe le parti si preparano a gestire le conseguenze di queste nuove politiche commerciali.
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