KIEV/MOSCA – È stata una notte intensa e preoccupante sul fronte della guerra in Ucraina. Il Ministero della Difesa russo ha annunciato di aver abbattuto ben 122 droni ucraini lanciati contro il territorio russo, un numero che rappresenta uno dei picchi più alti registrati dall’inizio del conflitto. A riportarlo è l’agenzia Tass, che cita fonti ufficiali del governo di Mosca.
Intanto, è la città ucraina di Nikopol, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, a fare i conti con le conseguenze di un raid russo. Secondo quanto riferito dalle autorità locali e rilanciato dai media di Kiev, cinque persone sono rimaste ferite in seguito all’attacco, che ha colpito un camion merci. L’ennesimo episodio che alimenta l’instabilità e la sofferenza nelle aree civili del conflitto.
Sul fronte diplomatico, il gelo tra Washington e Mosca si fa sempre più marcato. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato pubblicamente: “Non ho più sentito Putin”, confermando il clima di distacco tra le due potenze. Il Cremlino, nel frattempo, continua a insistere perché si faccia pressione su Kiev affinché accetti una trattativa sulla base delle condizioni imposte dalla Russia, un punto che resta inaccettabile per il governo ucraino e per gran parte della comunità internazionale.
Sul piano militare, la Germania ha inviato i primi sistemi Patriot destinati alla difesa aerea dell’Ucraina, mentre a Bruxelles resta aperta la questione delle nuove sanzioni da imporre alla Russia. I 27 paesi membri dell’UE faticano a trovare una linea comune, ma la pressione cresce anche da parte degli alleati NATO.
La guerra, intanto, continua ad assumere contorni sempre più complessi, tra scontri sul campo, attacchi aerei su larga scala e una diplomazia internazionale che fatica a trovare uno spiraglio per un negoziato credibile.







Leave a Reply