Si alza ulteriormente il livello dello scontro verbale tra Iran e Stati Uniti, mentre sullo sfondo si moltiplicano le mosse militari e diplomatiche delle due potenze.
“È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti”: lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo che “l’Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile”. (Alto Adige)
Il generale ha inoltre ribadito che le forze armate iraniane avrebbero predisposto “misure sorprendenti” in risposta a eventuali azioni militari.
Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha alimentato ulteriormente le tensioni con dichiarazioni e segnali strategici. Tra questi, l’ipotesi che una portaerei di rientro dal Medio Oriente possa fare scalo a Cuba, in un contesto di crescente pressione militare nell’area.
Secondo quanto riportato da fonti internazionali, il Pentagono starebbe inoltre valutando il ritiro di circa 5.000 soldati americani dalla Germania, misura che rientrerebbe in una revisione più ampia della presenza militare USA in Europa e nel Mediterraneo, con particolare attenzione all’Indo-Pacifico.
Sul piano politico interno, si accende anche lo scontro a Washington: i democratici contestano la decisione di Trump di considerare terminate le ostilità in Iran senza una nuova autorizzazione del Congresso.
Il quadro complessivo mostra una fase di forte instabilità geopolitica, con dichiarazioni incrociate, movimenti militari e tensioni diplomatiche che mantengono alta l’attenzione internazionale sul rischio di escalation.






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