(Shutterstock) GAZA – È salito ad almeno 84 morti e oltre 200 feriti il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza solo nella giornata di oggi, secondo quanto riferito da fonti sanitarie ad Al Jazeera. Una strage che si è consumata nelle aree di distribuzione degli aiuti umanitari, dove si erano radunate centinaia di persone in cerca di cibo.
La tragedia più grave è avvenuta a Zikim, nella zona nord-occidentale di Gaza, dove le forze israeliane (IDF) avrebbero aperto il fuoco su una folla in attesa dei camion con la farina, provocando oltre 30 morti. Altri attacchi simili si sono verificati a Rafah, nel sud della Striscia, nei pressi di uno dei punti di raccolta gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation. Complessivamente, secondo quanto riportano media palestinesi e arabi, almeno 51 persone in attesa di aiuti alimentari sono state uccise dal fuoco israeliano dall’alba di oggi.
Solidarietà alla comunità cristiana colpita
In questo scenario di devastazione, si è conclusa oggi la visita del Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla comunità cristiana di Gaza, duramente colpita nei giorni scorsi. Giovedì scorso, un colpo di mortaio israeliano ha colpito la parrocchia della Sacra Famiglia, causando la morte di tre civili cristiani e numerosi feriti.
Durante la messa domenicale, celebrata proprio nella chiesa danneggiata, il Patriarca ha voluto lanciare un messaggio forte e toccante: «Non siete dimenticati», ha detto rivolgendosi ai pochi fedeli rimasti nella parrocchia ferita. Il cardinale ha ricordato i nomi delle vittime – Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad e Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud – esprimendo vicinanza ai familiari e all’intera comunità cristiana locale.
Appelli alla protezione dei civili
Intanto, continuano gli appelli da parte delle organizzazioni umanitarie e della Santa Sede per la protezione dei civili e la garanzia dell’accesso sicuro agli aiuti umanitari. Il crescente numero di vittime tra i civili disarmati, colpiti mentre cercano di sopravvivere alla fame, ha suscitato indignazione internazionale e rinnovato la richiesta di una tregua immediata per permettere l’assistenza alla popolazione stremata.







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