(Drop of Light/Shutterstock) KIEV – Ancora una notte di paura in Ucraina. Diverse esplosioni sono state udite nella capitale Kiev, colpita da un massiccio attacco con droni. Secondo le autorità locali, si è trattato di un’operazione su larga scala, mentre al momento è stata confermata una vittima. Nelle stesse ore è stato segnalato anche il decollo di bombardieri strategici russi, possibile preludio a nuove incursioni.
La minaccia sul tavolo diventa sempre più concreta: secondo Christian Freuding, alto ufficiale dell’esercito tedesco, Mosca sarebbe pronta a lanciare un attacco simultaneo con fino a 2.000 droni, puntando a saturare le difese aeree di Kiev. Una mossa che segnerebbe una nuova e preoccupante escalation nel conflitto.
Intanto, da Mosca il Cremlino ha annunciato di aver abbattuto due droni ucraini, segnalando che gli scontri si estendono ormai anche nei cieli russi.
Ma la guerra non si combatte solo con le armi. Anche la diplomazia e la disinformazione sono diventate strumenti strategici. La Commissione europea accusa la Russia di aver orchestrato la mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen dello scorso 10 luglio, nel tentativo di destabilizzare le istituzioni comunitarie. Secondo due fact-checker indipendenti, la campagna avrebbe avuto l’obiettivo di alimentare messaggi anti-europei e condizionare l’opinione pubblica in vista delle prossime elezioni europee.
Il conflitto si intensifica così su più fronti: militare, informativo e politico. Mentre l’Ucraina continua a resistere, l’Unione europea si trova a fronteggiare una sfida crescente alla sua stabilità interna.







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