WASHINGTON, 22 luglio 2025 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato nuovi accordi commerciali con Giappone e Filippine, che prevedono dazi del 15% sulle importazioni giapponesi e del 19% su quelle filippine, in un’ulteriore mossa della sua strategia protezionista. L’annuncio è stato dato attraverso Truth Social, la piattaforma del tycoon, che ha ribadito la sua linea dura sui rapporti con i partner commerciali, minacciando già da tempo nuove tariffe doganali se i negoziati non fossero andati a buon fine.
Giappone: dazi al 15% e un mega-investimento negli USA
“Abbiamo appena chiuso un enorme accordo con il Giappone”, ha dichiarato Trump, spiegando che le tariffe saliranno al 15%, rispetto al 10% attuale. In precedenza, su alcuni settori chiave come l’automotive, erano già attive maggiorazioni fino al 25%. Il nuovo accordo prevede una riduzione delle tariffe sull’automobile e una maggiore apertura del Giappone a prodotti agricoli americani, come riso e carne.
Ma l’annuncio più eclatante riguarda gli investimenti giapponesi negli Stati Uniti, che secondo Trump ammonteranno a 550 miliardi di dollari, con la promessa di “centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro”. “Il 90% dei benefici resterà negli Stati Uniti”, ha sottolineato il presidente, pur senza fornire dettagli sui settori coinvolti o sui tempi di attuazione.
Dazi anche sulle Filippine e altri accordi in corso
Per le Filippine, l’accordo prevede dazi al 19%. I dettagli dell’intesa restano riservati, ma fonti vicine all’amministrazione indicano che le misure riguardano soprattutto beni industriali e prodotti agricoli.
Trump ha inoltre ricordato di aver già raggiunto intese con Regno Unito, Vietnam e Indonesia, ma ha ribadito che ulteriori tariffe entreranno in vigore dal 1° agosto nei confronti di quei paesi che non sigleranno accordi bilaterali “equi” secondo la sua visione.
La strategia: pressioni bilaterali e ritorno al protezionismo
Le nuove misure si inseriscono nella più ampia politica economica del presidente, che punta a riequilibrare la bilancia commerciale americana, aumentare la produzione interna e riportare posti di lavoro negli USA. Tuttavia, gli analisti economici avvertono che l’imposizione di dazi potrebbe innescare tensioni commerciali e ripercussioni sui consumatori americani, soprattutto se altri paesi decidessero di reagire con misure simmetriche.
Nel frattempo, mercati e osservatori internazionali restano in attesa di ulteriori sviluppi, mentre si avvicina la scadenza dell’1 agosto, indicata da Trump come il punto di svolta per chiudere i negoziati ancora aperti o subire nuove tariffe.







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