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Guerra in Iran: Islamabad accoglie Araghchi mentre cresce la pressione su Nato

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Fonti governative pachistane riferite all’Ansa indicano che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso questa sera a Islamabad, dove dovrebbe arrivare accompagnato da una piccola delegazione. La visita si inserisce in un contesto di forte tensione regionale, segnato dal confronto tra Stati Uniti e Iran e da un’intensa attività diplomatica parallela.

Sul fronte occidentale, un’email interna del Pentagono, citata da Reuters, avrebbe delineato possibili misure nei confronti di alleati Nato ritenuti “difficili” nel contesto del conflitto tra Washington e Teheran, includendo anche l’ipotesi di una sospensione della Spagna dall’Alleanza. Tra le opzioni allo studio figurerebbe inoltre una revisione della posizione statunitense rispetto alla sovranità britannica sulle isole Falkland.

Le indiscrezioni hanno suscitato immediate reazioni politiche. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato di non basarsi su comunicazioni informali come email interne, sottolineando la necessità di attenersi a documenti ufficiali e posizioni governative. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine del vertice di Cipro, ha invece ribadito l’importanza di rafforzare la Nato e la sua componente europea, definendola complementare all’Alleanza atlantica.

Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito la posizione di forza degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, sostenendo di non avere necessità di ricorrere all’arma nucleare e affermando che eventuali operazioni convenzionali avrebbero già “decimato Teheran”. Trump ha inoltre dichiarato di voler raggiungere un accordo stabile con l’Iran, pur senza urgenza, osservando che il Paese attraversa una fase di transizione politica interna.

Dalla Repubblica islamica sono arrivate dure reazioni. I Pasdaran, attraverso il generale di brigata Yadollah Javani citato da Press TV, hanno definito fallito il tentativo statunitense di piegare Teheran, rivendicando una “vittoria strategica” dell’Iran e affermando che Washington non riuscirà a prevalere.

Sul piano militare, la CNN riferisce che le forze armate statunitensi starebbero predisponendo piani di emergenza per eventuali attacchi alle difese iraniane nello Stretto di Hormuz, nel caso in cui il fragile cessate il fuoco dovesse interrompersi.

Il quadro complessivo resta quindi altamente instabile, tra iniziative diplomatiche regionali, tensioni interne alla Nato e scenari militari ancora aperti nel Golfo Persico.

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