Nuova escalation di tensione tra Israele e Iran, con un ulteriore irrigidimento dello scenario di crisi già segnato da una fragile tregua. Nella notte, Israele ha annunciato di aver colpito obiettivi militari in territorio iraniano, in risposta a un precedente lancio di missili attribuito a Teheran.
Secondo quanto riportato dall’esercito israeliano, gli attacchi avrebbero interessato infrastrutture militari nelle aree occidentali e centrali dell’Iran. La televisione di Stato iraniana ha riferito di esplosioni in diverse città, tra cui la capitale Teheran.
L’azione militare israeliana arriva dopo un attacco missilistico iraniano avvenuto nella serata di domenica: 11 i razzi lanciati, tutti intercettati dai sistemi di difesa, senza provocare vittime.
Pressioni diplomatiche e tensioni con gli Stati Uniti
Sul piano diplomatico, secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente dalla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump avrebbe avuto una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, invitandolo a evitare nuove rappresaglie per non aggravare ulteriormente la crisi.
Teheran, dal canto suo, ha accusato gli Stati Uniti di corresponsabilità, sostenendo che Washington sarebbe direttamente responsabile di eventuali violazioni della fragile intesa di cessate il fuoco.
Una tregua sempre più instabile
Gli ultimi sviluppi segnano un ulteriore deterioramento del quadro regionale, già messo sotto pressione dagli scambi di attacchi tra Israele, Iran e gruppi alleati nell’area. La tregua dell’8 aprile appare sempre più fragile, mentre cresce il timore di una possibile escalation su scala più ampia.






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