Prosegue l’escalation in Medio Oriente, con gli Stati Uniti che hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l’undicesima notte consecutiva. Lo ha annunciato lo US Central Command, spiegando che i raid sono finalizzati a «degradare le capacità dell’Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz».
Secondo i media iraniani, nella notte sono state udite esplosioni a Teheran e in diverse città del Paese. Le deflagrazioni, secondo le prime informazioni diffuse dall’Iran, sarebbero legate anche all’attivazione dei sistemi di difesa aerea.
Notizie di esplosioni sono arrivate inoltre da Bushehr, nel sud del Paese e sede di una centrale nucleare, oltre che dalle aree circostanti Teheran, da Tabriz, nell’Azerbaigian Orientale, e da Konarak e Chabahar, nel Sistan e Belucistan. Segnalazioni anche da Chavar e Abdanan, nella provincia di Ilam, e da Baneh, nel Kurdistan iraniano.
Tra gli obiettivi che sarebbero stati colpiti figurerebbe anche la raffineria di gas di Bidboland, a Mahshahr, considerata la più grande del Paese. Le informazioni sono tuttavia ancora in fase di verifica.
Nel frattempo, nel corso dell’informativa alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha delineato le priorità della politica estera italiana sul Medio Oriente. Tajani ha annunciato a Roma, il 28 e 29 luglio, la riunione dell’Alleanza Globale per la soluzione a due Stati e una nuova sessione di dialogo sul Libano il 4 agosto.
Sulla crisi nel Golfo, il ministro ha ribadito la posizione italiana sullo Stretto di Hormuz: «Deve tornare ad essere libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio», ha dichiarato Tajani, confermando che l’Italia «farà la sua parte».
Intanto, dalle Filippine, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito la disponibilità degli Stati Uniti a una soluzione diplomatica, a condizione che Teheran rispetti gli impegni assunti.






Leave a Reply