(Shutterstock) GERUSALEMME – Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato al governo di sospendere l’iter della legge sull’annessione della Cisgiordania fino a nuove disposizioni. La decisione segue le tensioni politiche interne e le pressioni internazionali: il ministro degli Esteri israeliano Eliyahu Sa’ar aveva definito il voto della Knesset “una mossa politica dell’opposizione” mirata a “mettere in imbarazzo il governo durante la visita del vicepresidente Usa JD Vance”.
Il presidente statunitense Donald Trump, dal canto suo, ha chiarito che l’annessione “non avverrà” e che tale misura comporterebbe la perdita di tutto il sostegno americano a Israele.
La visita del vicepresidente JD Vance in Israele, accompagnato da Witkoff e Jared Kushner, ha incluso un incontro con Netanyahu a Gerusalemme. Nel corso della conferenza stampa, Vance ha sottolineato: “Non ci saranno truppe americane a Gaza. Abbiamo davanti a noi un compito molto, molto arduo: disarmare Hamas e ricostruire Gaza, migliorare la vita della popolazione e garantire che Hamas non rappresenti più una minaccia per i nostri amici in Israele. Non è facile. Non ho mai detto che fosse facile. Ma sono ottimista sul fatto che il cessate il fuoco reggerà”.
La sospensione della legge sull’annessione arriva dunque in un momento di delicate trattative diplomatiche tra Israele e Stati Uniti, con l’obiettivo di mantenere la stabilità nella regione e garantire il rispetto degli accordi di cessate il fuoco.







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